di Redazione —

Il 2025 si è chiuso all’insegna di forti rincari sugli alimentari. Quelle spese obbligate che le famiglie sono arrivate a comprimere, o a tagliare, con nuove abitudini di acquisto, ricerca di offerte nei discount, riduzione della spesa o della sua qualità. L’inflazione media nel 2025 è stata pari a più 1,5%, in crescita rispetto all’1% del 2024, ha rilevato oggi l’Istat. E le associazioni dei consumatori si soffermano sull’andamento dei listini alimentari.

Per alcuni prodotti i rincari sono a due cifre, modificando fortemente le abitudini di spesa, meno cibo in tavola per molte e famiglie e un peggioramento della qualità degli acquisti. I prezzi dei beni alimentari sono, infatti, rincarati di quasi il 25% dal 2021, a oggi, un incremento superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quello registrato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (+17,3%). Non a caso la divaricazione fra l’inflazione generale e l’inflazione dei beni alimentari che si è determinata negli ultimi anni è alla base dell’indagine conoscitiva sul ruolo svolto dalla GDO, Grande distribuzione organizzata nella filiera agroalimentare, avviata da poco dall’Antitrust.

«Nel 2025 i prezzi di prodotti alimentari e bevande analcoliche hanno registrato una crescita media del +2,9% rispetto all’anno precedente, con gli alimentari non lavorati saliti del +3,4%. Una stangata alimentare, a parità di consumi, da +4,8 miliardi di euro sulle famiglie italiane», analizza Assoutenti, che, attraverso le parole del suo Presidente, Gabriele Melluso, denuncia: «I numeri definitivi dell’ISTAT certificano ciò che denunciamo da mesi: a fronte di una inflazione sotto controllo, i listini dei generi alimentari registrano nel 2025 un andamento anomalo e una crescita sostenuta, nonostante non vi siano più gli effetti negativi di fattori come guerra in Ucraina o caro-energia che spingono al rialzo i prezzi».

«In termini di spesa l’inflazione media del 2025 equivale a un aggravio da +496 euro annui sui bilanci della famiglia “tipo”, un rincaro annuo di 685 euro per un nucleo familiare con due figli. Solo per comprare cibi e bevande, una famiglia con due figli ha speso in media 269 euro in più», le parole del Codacons sulle ripercussioni dei rincari alimentari sui bilanci familiari, a cui fanno eco quelle dell’UNC, Unione Nazionale Consumatori, che spiega: «L’inflazione media dell’1,5% nel 2025, significa: una coppia con due figli, ha speso 561 euro in più, rispetto al 2024, dei quali ben 269 euro, in più, solo per cibi e bevande, 287 euro, in più, per il carrello della spesa. Per una famiglia con un figlio, la spesa aggiuntiva è di 496 euro l’anno, dei quali 236 solo per cibo e bevande. Stangata sulle famiglie numerose, che per mangiare e bere hanno dovuto sborsare 285 euro annui in più.».

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