SPIZZICHINO: «Il progetto va incontro all’esigenza di potenziare ulteriormente la sicurezza delle stazioni ferroviarie. Uno degli aspetti originali è la proposta di includere nei percorsi formativi anche il personale non specializzato, i cosiddetti zero responder, che, in caso di emergenza, si potrebbe trovare a ricoprire dei ruoli di importanza pratica per la gestione delle primissime fasi della crisi.».
di Redazione —
Potenziare la sicurezza delle stazioni ferroviarie europee, contribuendo alla formazione del personale CBRNe, che si dedica alla gestione degli incidenti che coinvolgono agenti chimici, biologici, radiologici, nucleari o esplosivi, é l’obiettivo del Progetto europeo CBRNe4rail, a cui partecipano dodici partner, tra cui ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, provenienti da sei paesi europei, la cui fine prevede la realizzazione di un concept di sicurezza CBRNe validato e con raccomandazioni operative per il settore ferroviario.

I nodi ferroviari, per natura luoghi affollati e aperti, sono infrastrutture critiche particolarmente difficili da controllare, che devono essere dotate di tutte le più adeguate ed efficienti misure di sicurezza per prevenire ed eventualmente rispondere ad ogni scenario di crisi, tra cui quelli di tipo CBRNe. Tra queste misure rientra un’adeguata e aggiornata formazione degli operatori ferroviari per armonizzare e ottimizzare la collaborazione con le istituzioni preposte alla gestione delle emergenze.
Il progetto CBRNe4rail intende fornire il contributo del mondo della ricerca al miglioramento dei piani formativi attraverso l’introduzione di nuove tecnologie emergenti e di innovative metodologie didattiche sviluppate e testate con successo in precedenti progetti europei, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza degli operatori ferroviari e le loro capacità operative nella gestione efficace delle emergenze.
«Il progetto va incontro all’esigenza di potenziare ulteriormente la sicurezza delle stazioni ferroviarie. Uno degli aspetti originali di CBRNe4rail è la proposta di includere nei percorsi formativi anche il personale non specializzato, i cosiddetti zero responder, che, in caso di emergenza, si potrebbe trovare a ricoprire dei ruoli di importanza pratica per la gestione delle primissime fasi della crisi», evidenzia Valeria Spizzichino, referente ENEA per il progetto, nonché ricercatrice della divisione di Tecnologie fisiche e sicurezza del dipartimento Nucleare.

Nell’ambito del progetto: ENEA e gli altri partner hanno avviato i preparativi per cinque esercitazioni da svolgersi in altrettante stazioni europee e che si terranno nella prima metà del 2027. Organizzate e coordinate da ENEA, queste esercitazioni saranno basate su scenari di crisi CBRNe e serviranno per validare strumenti, procedure e contenuti formativi sviluppati nel corso del progetto.
«Abbiamo recentemente approvato le metodologie per lo svolgimento delle esercitazioni. Le stazioni prescelte appartengono a diverse tipologie (piccole, grandi, passeggeri/merci, a livello stradale e interrate), in maniera tale da coprire tutte le differenti possibilità. Le minacce che testeremo e simuleremo saranno chimiche, biologiche e radiologiche, associate o meno all’utilizzo di esplosivi, e comprenderanno scenari in cui i rilasci simulati siano sia di origine accidentale che dovuti ad azioni deliberate. Le esercitazioni saranno condotte nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza e con le opportune autorizzazioni, prevedendo la chiusura del transito nelle aree coinvolte e serviranno a testare la capacità di collegamento tra tutte le figure coinvolte, focalizzandosi sulla risposta immediata e sulla mitigazione degli effetti», conclude Spizzichino.

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