Legambiente nell’applaudire all’approvazione definitiva della legge che introduce pene più severe contro il traffico illegale di rifiuti, lancia l’allarme: le risorse stanziate non bastano a restituire giustizia e futuro ai territori campani devastati dalle ecomafie.
di Redazione —
«Si tratta di un risultato fondamentale, frutto di anni di battaglie condotte anche attraverso il Rapporto Ecomafia, che da anni documenta la crescita dei reati ambientali legati a smaltimenti abusivi, discariche illegali e spedizioni clandestine», le parole di Legambiente, usate per sottolineare l’approvazione definitiva del decreto Terra dei Fuochi, con cui lo Stato italiano introduce un inasprimento delle pene per chi alimenta il mercato criminale dei rifiuti.

Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, nel ricordare come l’Associazione abbia contribuito al percorso legislativo con audizioni e osservazioni alla Commissione Giustizia del Senato, evitando tentativi di indebolire le nuove norme, ha sottolineato: «È un passo importante, ma non basta: senza risorse adeguate per le bonifiche, la giustizia ambientale resterà incompleta. La sfida è costruire un modello di ecogiustizia, che combini repressione penale, sostegno economico e interventi concreti di risanamento ambientale. Solo così la ‘Terra dei Fuochi’ potrà smettere di essere simbolo di degrado e trasformarsi in un laboratorio di rinascita civile ed ecologica. Non basta punire i colpevoli bisogna restituire dignità a comunità che hanno pagato un prezzo altissimo all’illegalità e all’inerzia istituzionale».
Secondo i dati diffusi dalla struttura commissariale guidata dal generale Giuseppe Vadalà, per rimuovere le oltre 30.000 tonnellate di rifiuti abbandonati nella Terra dei Fuochi servirebbero risorse doppie rispetto a quelle stanziate, i 15.000.000 di euro previsti per il 2025 coprono solo la metà del fabbisogno. Una cifra insufficiente se si considera l’entità dell’emergenza, che da decenni pesa sulla salute, sull’ambiente e sull’economia dei territori campani colpiti. Da qui il nuovo appello al Governo e al Parlamento: garantire quanto prima i fondi necessari e definire una programmazione precisa per accelerare gli interventi di bonifica.

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