RIENZI: «Alle conseguenze della guerra e del caro-bollette sui prezzi al dettaglio si aggiungono poi le speculazioni nei vari passaggi di filiera, che arricchiscono pochi a discapito di molti…A pagare il prezzo di tale situazione sono i consumatori, che spendono sempre di più per riempire il carrello o sono costretti a ridurre i consumi alimentari per arrivare a fine mese…».

di Redazione —

I rincari nel carrello della spesa, dall’inizio della pandemia a oggi, con la guerra in corso, fanno preoccupare non poco gli italiani, soprattutto, le Associazioni dei Consumatori, tanto che il CODACONS, in base ai dati ISTAT, relativi all’inflazione di aprile, ha stimato che «con tutte le voci che rincarano, solo per mangiare, una famiglia, spenderà 480 € in più quest’anno, 52 € in più solo per la verdura e 33 € per la frutta», sottolineando che: «Il record dei rincari spetta ancora una volta all’olio di semi, il cui prezzo aumenta in Italia in media del +65,3% rispetto al 2021. Nella classifica degli aumenti dei prodotti alimentari il secondo posto spetta alle pere che salgono su base annua del +25,8%, seguite dai pomodori (+19,2%), farina (+17,1%) e burro (+15,6%). Incrementi fortissimi si registrano anche per la pasta (+13,4%), il pollame (+12,3%) e la verdura fresca (+12%).».

Quindi, considerando la spesa media annua di una famiglia “tipo” per tipologia di prodotto, nel 2022 una famiglia, a causa dei rincari dei prezzi, spenderà +52,7 € per la verdura, +33,5 € per la frutta, +27,6 € per la carne di pollo, +22,5 € per il pane e +19 € per la pasta, ma la situazione non sembra destinata a migliorare, infatti, come spiega Carlo Rienzi, presidente CODACONS: «Il conflitto in Ucraina continua a far sentire i suoi effetti su una moltitudine di prodotti, dall’olio al pane alla pasta e a pagare il prezzo di tale situazione sono i consumatori, che spendono sempre di più per riempire il carrello o sono costretti a ridurre i consumi alimentari per arrivare a fine mese. Alle conseguenze della guerra e del caro-bollette sui prezzi al dettaglio si aggiungono poi le speculazioni nei vari passaggi di filiera, che arricchiscono pochi a discapito di molti, su cui il Governo farebbe bene a puntare il faro.».

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