BUSSONE: «Come sul pellet, anche l’IVA sul cippato e sulla legna da ardere è da portare all’aliquota più bassa. È nell’interesse dello Stato, anche per far emergere il sommerso e per sostenere tante famiglie che vivono nei territori montani e rurali del Paese.».

di Redazione —

«Chiediamo con forza al Governo, in vista della finanziaria, la riduzione  dell’IVA su pellet e cippato di origine forestale. Quella sul pellet, in particolare, che da anni è ancorata al 22%, chiediamo che venga portata al 4%», dicono Monica Tocchi e Marco Bussone, rispettivamente Presidente dell’Associazione Amministratori per l’Ambiente ed UNCEM, Unione dei Comuni montani, le due Associazioni che fanno fronte comune nel chiedere al Governo e al Parlamento di intervenire, già in Legge di Bilancio 2023, per «alleggerire i costi a carico dei consumatori, considerato che molte famiglie, per ovviare al caro bollette, hanno optato per questo genere di riscaldamento e si trovano a sostenere prezzi che, nel caso del pellet, sono quasi triplicati.».

«Riteniamo che il Governo debba, contestualmente a uno sforzo per agevolare il passaggio delle famiglie all’utilizzo di energia pulita, ridurre in modo strutturale l’IVA sul pellet che, al pari delle altre biomasse legnose, rappresenta una fonte meno inquinante in termini di emissioni di CO2», le parole di Monica Tocchi e Alessandro Baldi, Presidente e Vicepresidente di APA, a cui fanno eco quelle di Marco Bussone, che ha sottolineato: «La sinergia con APA è decisiva in questo tipo di azioni, che vanno a vantaggio degli Enti locali, delle filiere forestali, della crescita di nuove imprese produttrici di pellet in Italia, che oggi è al 90% importato dall’estero. Come sul pellet, anche l’IVA sul cippato e sulla legna da ardere è da portare all’aliquota più bassa. È nell’interesse dello Stato, anche per far emergere il sommerso e per sostenere tante famiglie che vivono nei territori montani e rurali del Paese.».
Secondo APA e UNCEM, sono anche «necessarie misure all’interno del Fondo Sviluppo e Coesione che consentano la sostituzione delle vecchie stufe con apparecchi moderni, più performanti e meno inquinanti. Azioni che sono in linea con quanto scrive la Strategia per lo Sviluppo sostenibile e anche la Strategia forestale nazionale, per valorizzare 11.000.000 di ettari di foreste in Italia.».

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