FDI: «…non vi è nessuna certezza che i lavoratori saranno reimpiegati. Questa situazione politicamente, socialmente ed eticamente non può essere accettata, non possiamo accettare che ci sia un bando regionale, uno dei più importanti, che possa prevedere licenziamenti. Come è stato sottolineato da un sindacalista: ma la sinistra di questa Regione non difende più il lavoro?».

di Redazione —

«Invitiamo il presidente Emiliano, visto che ha avocato a sé la gara, a revocare immediatamente (in autotutela) l’appalto unico per le mense ospedaliere di tutta la Puglia da 190.000.000 di €, ma che potrebbe essere aumentato fino al 40€, vale a dire fino a 372.000.000.
Non si perda un solo minuto, prima che il bando scada, ovvero prima delle ore 12 di venerdì prossimo, 18 febbraio. Non farlo significherebbe esporre la Regione Puglia a contenziosi di vario tipo, a cominciare da una nuova vertenza occupazionale, della quale la Puglia proprio non sente il bisogno in questo momento.

Oggi, infatti, in Terza Commissione, dove abbiamo espressamente chiesto l’audizione di tutti i sindacati, è apparso chiaro che molti lavoratori impiegati nella ristorazione potrebbero essere licenziati, perché nel bando di ‘Innovapuglia’, mero braccio operativo della presidenza della Regione, non è contenuto il numero dei lavoratori esistenti e da reimpiegare.
Il direttore della DIVISIONE ‘SArPULIA’ di ‘Innovapuglia’, ing. Antonio Scaramuzzi, infatti, ha confermato che non vi è nessuna certezza che i lavoratori saranno reimpiegati.

Questa situazione politicamente, socialmente ed eticamente non può essere accettata, non possiamo accettare che ci sia un bando regionale, uno dei più importanti, che possa prevedere licenziamenti. Come è stato sottolineato da un sindacalista: ma la sinistra di questa Regione non difende più il lavoro?

Non solo, nel bando è previsto anche l’obbligo di avere cucine centralizzate nei sei lotti dell’appalto, una per provincia. Per le aziende che partecipano, ma non ne hanno, c’è l’obbligo di realizzarle in 90 giorni. Ci vogliamo prendere in giro? In 90 giorni in Puglia non si riesce neppure ad avere un’interlocuzione con la Pubblica Amministrazione per realizzare il progetto, figuriamoci realizzare le cucine. È, quindi, evidente che il bando così come è formulato avvantaggia chi è già nelle condizioni di poter accendere subito i fornelli.
Il bando va revocato, anche, perché ci chiediamo nel tariffario per pasto è stato previsto anche l’aumento delle materie prime e delle fonti energetiche? O dobbiamo sempre essere di fronte ad appalti che partono con una cifra e poi lievitano a favore di chi vince l’appalto?
Ultimo, ma non da ultimo, problema: le cucine che saranno chiuse e che sono di proprietà della Regione che fine faranno?», è la richiesta del gruppo regionale di Fratelli d’Italia al presidente Emiliano a margine della Terza Commissione, che ha discusso dell’appalto unico delle mense ospedaliere.

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