CICCONE: «In un momento così difficile, scandito da incertezze, chiusura e distanze sociali, che dura da oltre un anno, ho voluto incoraggiare i giovani ed indicare loro che vi è sempre una via d’uscita, la quale, secondo me, è data dall’amore: con tale termine mi riferisco all’amore a tutto tondo, a partire da se stessi e ciò significa valorizzarci, ricordandoci ovviamente che l’amore resta un ponte tra due persone, un compromesso simbolo di maturità.».

di Alessandro M. Basso

Giovani, divario Nord-Sud, droga: sono alcuni tra i temi sociali trattati dalla studentessa Rebecca Ciccone nel libro “Ciò che le donne non vogliono”, pubblicato lo scorso 20 aprile 2021 da Adessoscrivo Edizioni.
L’autrice, frequentante la classe 4B SIA del “Fraccacreta” ed alla sua prima esperienza nel campo della scrittura, presenterà, affiancata dalla docente Anna Lucia De Seriis, il manoscritto alle classi prime e seconde martedì 11 maggio 2021, dalle ore 10 alle 11 e, alle classi terze e quarte, mercoledì 12 maggio 2021, dalle ore 11 alle 12. 
L’evento si svolgerà in videoconferenza e sarà accessibile gratuitamente a chiunque, collegandosi al link https://meet.google.com/hvm-ycdw-fdn.

«Ho scritto questo libro durante la prima fase di Covid-19, quello del primo lockdown. La solitudine e quel periodo per tutti così spettrale sono stati, per me, fonti di profonda riflessione e, dunque, di ispirazione. Ad agosto 2020, dopo avere ricevuto riscontro positivo dalla casa editrice, ho continuato a scrivere gli altri capitoli dell’opera, poi completata ad ottobre. Trattasi di una storia d’amore romanzata ambientata a Milano, i cui ventuno capitoli hanno singolarmente per incipit alcune strofe di differenti canzoni anni ‘2000, e che ruota intorno alla protagonista Tery, la quale, dopo una delusione, trova finalmente l’amore», ha detto Rebecca Ciccone.
Tanti gli spunti di riflessione tratteggiati da Rebecca in questa sua prima fatica letteraria.
«In un momento così difficile scandito da incertezze, chiusura e distanze sociali, che dura da oltre un anno, ho voluto incoraggiare i giovani ed indicare loro che vi è sempre una via d’uscita la quale, secondo me, è data dall’amore: con tale termine mi riferisco all’amore a tutto tondo, a partire da se stessi e ciò significa valorizzarci, ricordandoci ovviamente che l’amore resta un ponte tra due persone, un compromesso simbolo di maturità», spiega l’autrice.
Un netto no, quindi, alla superficialità ed alla violenza.
«L’amore esiste in tutto e, a differenza dell’amicizia, ci fa sognare, dunque lo preferisco: bisogna, però, saperlo coltivare, con fiducia, con forza e con volontà. Frequentare il ‘Fraccacreta’ ha influito positivamente sul mio essere e sulle ragioni dello scrivere: nel libro, faccio, infatti, dei riferimenti anche al mondo degli adulti perché, grazie al loro bagaglio di esperienze, possono insegnarci a comprendere meglio la vita. Spero, quindi, che il mio libro, che assume indirettamente anche tratti filosofici e sociologici, aiuti, anche in minima parte, il lettore», ha concluso Rebecca.
Entusiasmo condiviso da tutto il personale del “Fraccacreta”.
«Conosciamo il potenziale dei nostri studenti. Il ‘Fraccacreta’, pur privilegiando la sua vocazione giuridica ed economica, mai mancherà di offrire, ai suoi alunni, stimoli ed interessi anche nel campo letterario», dice la prof.ssa Colangelo.

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