Il Partito Liberaldemocratico, dopo un’analisi shock della Segreteria regionale sul TPL pugliese, che mette sotto accusa le proroghe dai bandi del 2004 e la mancanza di trasparenza, chiede gare pubbliche, dati aperti e stop ai finanziamenti a scatola chiusa.
di Redazione —
Quanto costa realmente il Trasporto Pubblico Locale (TPL) in Puglia e, soprattutto, quanto della spesa sostenuta si traduce in un servizio efficiente per cittadini, studenti e lavoratori? È questa la domanda centrale attorno a cui ruota la dettagliata analisi sul sistema dei trasporti regionali elaborata da Giovanni Cecafosso, componente della Segreteria regionale del Partito Liberaldemocratico Puglia con delega allo Sviluppo economico, infrastrutture e innovazione. Analisi che non si limita ai soli numeri macroeconomici, ma che parte da un’esperienza diretta e concreta sul campo: i viaggi compiuti dallo stesso Cecafosso sulla tratta tra Taranto e Manfredonia.

Attraverso questo percorso, l’esponente del PLD, evidenzia quanto elementi cruciali come le coincidenze, i tempi di attesa e la disponibilità tempestiva delle informazioni incidano drammaticamente sulla qualità complessiva del viaggio, sottolineando con forza: «L’esperienza dei miei viaggi tra Taranto e Manfredonia mostra quanto contino coincidenze, tempi di attesa e informazioni tempestive. La qualità va misurata sull’intero percorso del cittadino.».
Il tema assume un rilievo politico ed economico straordinario se si considerano le gigantesche dimensioni delle risorse finanziarie destinate al settore. Il Piano triennale dei servizi 2024-2026 prevede, infatti, una spesa massima di 2.502.000.000 di euro. Di contro, il sistema dei trasporti pugliese arriva da affidamenti che hanno origine da procedure competitive risalenti addirittura al 2004 e al 2005, e da allora andati avanti a colpi di successive proroghe.

Per il PLD Puglia, la questione nodale non è semplicemente legata a quanto si spende, ma a quanto valore reale viene effettivamente prodotto con quelle risorse pubbliche. «Non basta finanziare il servizio. Dobbiamo sapere quante corse vengono effettivamente effettuate, quante vengono soppresse, quanto costa ogni chilometro, qual è la puntualità e quale rapporto esiste tra le risorse pubbliche riconosciute e la qualità effettivamente garantita ai cittadini», dichiara apertamente il segretario regionale del PLD Puglia, Matteo Viggiani
La relazione firmata da Cecafosso pone un accento forte e deciso sul tema della concorrenza, declinata sia come “concorrenza nel mercato” sia come “concorrenza per il mercato“, come spiega nel dettaglio Cecafosso: «La concorrenza deve svilupparsi, anche, nel mercato, consentendo, dove possibile, a più operatori di competere per la scelta dei passeggeri attraverso orari, frequenze e qualità. Le gare rendono invece contendibili gli affidamenti dei servizi soggetti a obblighi pubblici.».

L’obiettivo dichiarato dei Liberaldemocratici, dunque, non è quello di attuare una riduzione indiscriminata delle risorse finanziarie destinate al trasporto pubblico locale. Si tratta, invece, di verificare se quelle stesse risorse possano essere impiegate in modo nettamente più efficiente. La strada tracciata prevede l’adozione di procedure competitive, l’introduzione di standard di qualità rigidamente misurabili e l’attivazione di controlli effettivi. «Le gare non sono una bacchetta magica e non vogliamo inventare numeri sul possibile risparmio. Vogliamo che il risparmio potenziale venga calcolato sulla base di dati reali. Prima di spendere ancora, dobbiamo sapere quanto costa realmente il servizio e quanto potrebbe costare attraverso procedure competitive», precisa e aggiunge il segretario Viggiani.
Per uscire dall’attuale situazione di stallo e inefficienza, il PLD Puglia chiede l’immediata pubblicazione e una totale trasparenza su una serie di dati fondamentali relativi al TPL, a partire da:
- Costi e ricavi reali dei gestori del servizio.
- Compensazioni pubbliche erogate dalla Regione.
- Chilometri programmati rispetto a quelli effettivamente percorsi.
- Numero di passeggeri totali trasportati sulle linee.
- Puntualità e regolarità dei mezzi di trasporto.
- Corse soppresse durante l’anno.
- Reclami e indennizzi presentati dall’utenza.
- Standard di qualità minimi garantiti.
- Cronoprogramma preciso delle procedure di affidamento.
«Servono dati pubblici su costi e prestazioni, standard verificabili e controlli effettivi. Il beneficio deve essere concreto per chi viaggia, con collegamenti più affidabili e un migliore utilizzo delle risorse pubbliche», conclude Giovanni Cecafosso.

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