I dati ISTAT del secondo trimestre 2026 certificano gli effetti della crisi in Medio Oriente: inflazione all’1,4% e pressione fiscale record al 43,5%. Mentre clima e caro-gasolio mettono in ginocchio i prodotti freschi confezionati di “quarta gamma“, Assoutenti consiglia su rincari e sgrammatura.

di Redazione —

I conti delle famiglie italiane tornano a soffrire sotto i colpi delle tensioni internazionali e del maltempo. Nel secondo trimestre 2026, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato appena dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, a fronte di una crescita dei consumi decisamente superiore, pari all’1,7%. Questa forbice ha costretto i cittadini ad attingere alle proprie riserve: la propensione al risparmio è crollata al 6,7%, registrando una diminuzione di 1,2 punti percentuali su base trimestrale.

I dati diffusi lo scorso 5 ottobre 2026, dall’ISTAT, non lasciano spazio a dubbi: a causa di un incremento dell’1,4% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto reale delle famiglie è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. A peggiorare il quadro si aggiunge il fisco: la pressione fiscale è salita al 43,5%, segnando un aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo l’analisi del Codacons, questi numeri sono la fotografia nitida dell’impatto del conflitto in Iran sui bilanci domestici. Nonostante il reddito lordo disponibile sia cresciuto su base annua del 2,5%, i pesanti rincari di prezzi e tariffe generati dal conflitto a partire dal mese di marzo hanno eroso la capacità di spesa. L’associazione dei consumatori lancia inoltre un avvertimento per il futuro: dato che la guerra in atto sta provocando nuovi aumenti a cascata su carburanti ed energia, le condizioni economiche delle famiglie sono destinate inevitabilmente a peggiorare nel trimestre successivo. Gli effetti combinati del caro-energia e delle anomalie climatiche sono già visibili nei supermercati, dove sono comparsi cartelli per avvertire la clientela della scarsa disponibilità di insalate in busta. Durante l’estate, il comparto della quarta gamma è entrato in una crisi profonda.

Gabriele Melluso, Presidente nazionale di Assoutenti, ha confermato il meccanismo speculativo sui listini, spiegando: «I costi di carburanti e gas rappresentano il primo nemico dei prezzi. Se aumenta il gasolio, trasportare i prodotti freschi costa di più, con conseguente ricarico sui listini finali al pubblico. Di pari passo, l’aumento del gas gonfia le bollette delle imprese, che scaricano i costi al dettaglio.».

Confagricoltura, durante il Gruppo di coordinamento dei produttori di Italia, Francia, Spagna e Portogallo a Parigi, ha denunciato che le temperature eccezionali hanno causato una diminuzione dell’offerta fino al 40% e un aumento degli scarti fino al 20%, compromettendo semine e raccolti. A questo si aggiunge la disponibilità limitata di fitosanitari, che costringe i coltivatori a fermi dei terreni o a soluzioni molto onerose. Per questo il settore chiede a gran voce l’introduzione delle TEA/NGT, Tecniche di Evoluzione Assistita.

Cosa succederà nei prossimi mesi?

Per rispondere alla domanda potremmo usare le parole di Claudio Mazzini, Direttore Freschissimi di Coop Italia, che definisce l’attuale sistema come «“stocastico” basato su leggi probabilistiche e impossibile da prevedere, a causa di mutamenti strutturali come il rialzo termico e la siccità che colpiscono anche le coltivazioni in serra. Coop sta spingendo i produttori verso una stabilizzazione dell’offerta a lungo termine tramite investimenti (reti antigrandine, serre più alte e ombreggiate, piccoli invasi). Tuttavia, fare previsioni oggi è impossibile poiché tutto dipenderà dal meteo delle prossime settimane.».

Dal lato dei consumatori, Assoutenti, nell’ipotizzare come l’arrivo di gelate e nubifragi, unito al perdurare della crisi geopolitica, porterà in inverno a un incremento generalizzato dei prezzi dei generi alimentari, specialmente per i prodotti freschi, per fronteggiare questa ondata di aumenti, stila un vademecum con consigli pratici per la spesa di tutti i giorni:

  • Guardare sempre il prezzo al kg: Non bisogna farsi ingannare dal prezzo della singola confezione; solo il costo al chilogrammo permette un confronto reale tra le marche.
  • Attenzione alla “Shrinkflation“: vigilare sulla sgrammatura dei prodotti, la pratica commerciale con cui i produttori riducono il peso o le dimensioni di una confezione mantenendo lo stesso prezzo o aumentandolo leggermente.
  • Controllare le date: verificare attentamente la data di scadenza e quella di confezionamento per pianificare il consumo ed evitare sprechi.
  • Leggere l’etichetta: analizzare la provenienza del prodotto per capire quanta distanza ha percorso (Km 0), gli ingredienti e l’eventuale presenza di additivi chimici o conservanti.
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