di Redazione —

Il rischio di sovraindebitamento aumenta progressivamente anche fra chi ha un lavoro stabile. Gli impegni finanziari superiori a quelli che si riesce regolarmente a sostenere non riguardano più soltanto chi perde improvvisamente l’impiego o subisce un grave imprevisto familiare. La crisi strutturale colpisce in modo diretto i lavoratori con un impiego stabile e un reddito fisso che, pur arrivando puntualmente ogni mese, non è più sufficiente a coprire il costo della vita. Diverse analisi di settore hanno tracciato questo preoccupante percorso economico, che rende l’insolvenza un fenomeno sempre più trasversale e pericoloso per il ceto medio. A peggiorare drasticamente il quadro è l’aumento costante dei costi dell’energia, che fa lievitare le spese fisse per le bollette domestiche e i trasporti. Si calcola un esborso extra che arriva a 250 euro in più al mese per famiglia, una cifra che si somma alle rate dei finanziamenti pregressi e fa traballare definitivamente i bilanci familiari.

L’identikit del nuovo indebitato: lo stipendio medio non basta più

A fare il punto sulla situazione è l’associazione dei consumatori Codici, che ha raccolto e incrociato numerose segnalazioni e stime, inserendole nel contesto delle difficoltà quotidiane vissute dalle famiglie italiane. Il profilo di chi rischia il default finanziario non coincide più esclusivamente con i casi di marginalità o di insolvenza conclamata.

Foto che mostra bollette domestiche.

«Il nuovo profilo di chi rischia il sovraindebitamento è quello di un lavoratore con un impiego stabile e un reddito nella media. È quanto emerge da un recente report dell’Osservatorio Finsight di Bravo, fintech internazionale specializzata nelle soluzioni per la gestione del debito, che ha analizzato un campione di 14.400 clienti italiani», spiega l’associazione Codici.

I dati emersi dall’indagine statistica delineano una mappa del disagio economico estremamente chiara e definita:

  • Lavoratori dipendenti: rappresentano ben il 55% dei casi totali di sovraindebitamento analizzati.
  • Soglia di reddito: nel 35% dei casi esaminati lo stipendio netto mensile non supera i 2.000 euro.
  • Esposizione finanziaria: si tratta di persone che hanno almeno un paio di posizioni debitorie aperte, con una massa critica del debito di circa 30.000 euro.
  • Tasso di interesse: gli interessi passivi e le rate di ammortamento sfiorano ormai i 600 euro al mese di uscite fisse.

La stangata d’autunno: l’impatto del caro bollette sui bilanci familiari

Sulla già precaria stabilità finanziaria delle famiglie pesano in modo determinante i costi energetici. Un’analisi approfondita condotta a fine agosto da Facile.it prevede da qui a dicembre rincari del 27% su base annua per l’energia elettrica e del 43% per le forniture di gas. Nel quadrimestre compreso tra settembre e dicembre, se le forti tensioni geopolitiche internazionali non rientreranno, le bollette complessive potrebbero registrare un aumento stimato di quasi il 40% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Foto che mostra una bollette domestiche e una lampadina elettrica.

I calcoli reali sulle spese energetiche mostrano scenari critici per l’inverno:

  • Mercato libero a prezzo indicizzato: una famiglia tipo potrebbe spendere complessivamente tra luce e gas la cifra di 982 euro, vale a dire ben 270 euro in più rispetto all’anno precedente.
  • Mercato libero a prezzo bloccato: solo per le spese di riscaldamento domestico il costo medio stimato potrebbe toccare i 1.016 euro che, a parità di consumi reali, equivale a un incremento netto del 26% rispetto al 2025.

«Le spese fisse, per le utenze domestiche e i trasporti, salgono a un totale di 250 euro mensili di rincari. I costi dell’energia si sommano inevitabilmente agli impegni finanziari e ai prestiti personali già assunti in precedenza, esponendo un numero sempre maggiore di cittadini italiani al rischio concreto di insolvenza e pignoramento», aggiunge Codici.

Il drammatico salto di qualità: la soluzione legale per azzerare i debiti

«C’è un dato che colpisce più degli altri in questa analisi ed è quello che riguarda l’identikit del nuovo soggetto sovraindebitato. Eravamo storicamente abituati a gestire persone cadute in una situazione di grande difficoltà economica a causa della perdita improvvisa del posto di lavoro o per l’impatto di un grave imprevisto medico o familiare su una situazione precaria. Purtroppo, ora assistiamo a questo drammatico salto di qualità: si trovano in ginocchio lavoratori, che hanno un reddito regolare e sicuro, ma che a causa dei rincari speculativi legati alle bollette, al costo vertiginoso della benzina e delle materie prime, non hanno più alcun margine economico per fare fronte contemporaneamente alle rate dei finanziamenti e alle utenze», osserva, con preoccupazione, Manfredi Zammataro, Responsabile del Settore Sovraindebitamento di Codici.

Di fronte a questa emergenza sociale, l’associazione rimarca la necessità assoluta di un intervento tempestivo da parte dei soggetti coinvolti. «Il sovraindebitamento non deve essere vissuto come una colpa individuale o una vergogna, ma è l’esito sociale di una progressiva ed evidente erosione del potere d’acquisto reale. Invitiamo tutti i cittadini che si trovano in una situazione di squilibrio finanziario a non aspettare di avere le rate già arretrate o i decreti ingiuntivi. È fondamentale intervenire per tempo richiedendo un’assistenza qualificata, perché la tempestività permette di valutare con i tecnici le soluzioni protettive previste dalla legge italiana, come la ristrutturazione dei debiti, evitando così che la situazione degeneri verso azioni esecutive», dice ancora Zammataro.

«È bene sottolineare un aspetto fondamentale e di natura prettamente legale, che spesso non tutti i non addetti ai lavori conoscono: quando ricorrono determinati requisiti oggettivi e soggettivi, ovvero quando la condizione di indigenza della persona risponde a specifiche caratteristiche di merito previste dal “Codice della Crisi”, è possibile avviare pratiche legali in grado di portare alla cancellazione totale o parziale dei debiti. Si tratta di un’opportunità preziosa di esdebitazione che può permettere a migliaia di lavoratori di azzerare la propria situazione e tornare finalmente a vivere», conclude il responsabile di Codici.

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