Il Consiglio dei Ministri approva la riforma della discordia: addio al parere della Soprintendenza, tranne che per i monumenti di valore “eccezionale”. Cosa cambia con il silenzio assenso?
di Piero Mastroiorio —
Una svolta attesa da anni che promette di cambiare il volto delle nostre città e di dare una boccata d’ossigeno alle imprese del settore turistico-ricettivo. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera preliminare allo schema di riordino dei dehors, la riforma che punta a tagliare drasticamente i tempi della burocrazia per l’installazione di tavolini, sedie, pedane e ombrelloni all’aperto. Secondo il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si tratta di una misura concreta che «semplifica la vita delle imprese», offrendo regole chiare e soprattutto tempi certi per programmare gli investimenti.
Addio alla Soprintendenza: la novità dal 1° gennaio 2027

Se l’iter legislativo sarà confermato, dal primo gennaio 2027 bar, ristoranti e alberghi potranno installare dehors in piazze, strade e spazi aperti di interesse culturale o paesaggistico senza dover chiedere l’autorizzazione preventiva della Soprintendenza. Per l’occupazione del suolo pubblico basterà la sola autorizzazione comunale. Il provvedimento riguarda le strutture amovibili “leggere“, elementi mobili o semplicemente ancorati al suolo senza opere murarie, distinguendole dai dehors “pesanti“, che configurano spazi chiusi.
Scatta il “Silenzio Assenso” in 45 giorni
La vera chiave della riforma sta nella certezza dei tempi: per le autorizzazioni culturali e paesaggistiche i tempi di risposta passeranno dagli ordinari 120 giorni a un massimo di 45 giorni. Alla scadenza del termine scatterà il silenzio assenso: se l’amministrazione non si sarà pronunciata, il via libera si intenderà concesso automaticamente. «Le autorizzazioni saranno necessarie soltanto per i dehors installati negli spazi direttamente prospicienti i beni di eccezionale valore e potranno essere negate solo se non sarà possibile modificare il progetto per salvaguardare i beni interessati», spiega il MIMIT.
Il vincolo dei beni “eccezionali”: ecco dove resta il divieto
La libertà di posizionare i tavolini non sarà totale. Il parere della Soprintendenza resta obbligatorio (seppur vincolato ai tempi rapidi del silenzio assenso) per le aree strettamente prospicienti i siti archeologici e i monumenti di valore artistico o storico eccezionale.

Rientrano in questa protezione speciale:
- Monumenti nazionali e complessi scultorei di rilievo urbano.
- Edifici di interesse religioso di eccezionale valore.
- Fontane storiche e aree archeologiche protette.
Mappe online e aggiornamenti ogni tre anni
Per evitare caos interpretativi, il Ministero della Cultura pubblicherà entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto un elenco dettagliato e georeferenziato dei beni di valore eccezionale, consultabile online dalle imprese e aggiornato ogni tre anni. «Rendiamo più semplice e veloce il rapporto tra imprese e amministrazioni – – assicurando che la fruizione e il decoro dei beni culturali restino al centro delle decisioni», ha commentato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Il testo prevede, infine, una disciplina transitoria per permettere la regolarizzazione dei dehors già installati.

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