di Redazione —

L’ondata di maltempo, che ha sferzando la Puglia negli scorsi giorni, ha riacceso i riflettori sulla fragilità di un territorio sempre più vulnerabile. Strade trasformate in fiumi, auto intrappolate nei sottopassi e ordinanze di chiusura delle scuole in numerosi comuni descrivono uno scenario emergenziale non più attribuibile alle sole anomalie climatiche.

Di fronte alle immagini delle ultime ore, che documentano allagamenti diffusi dal Gargano al Salento, l’Ordine dei Geologi della Puglia interviene con una durissima analisi tecnica, mettendo sotto accusa la progressiva cementificazione del territorio regionale certificata dai dati ufficiali. Secondo i geologi, infatti, le piogge intense rappresentano esclusivamente la miccia di un problema strutturale ben più profondo: l’inarrestabile consumo di suolo che priva la terra della sua naturale capacità di assorbimento idrico.

Il Comunicato Stampa Integrale dell’Ordine dei Geologi della Puglia

Di seguito viene riportato il comunicato stampa, integrale, diffuso dall’Ordine dei Geologi della Puglia, firmato dal Presidente dott. Giovanni Caputo, contenente i dati provinciali del nuovo Rapporto ISPRA-SNPA 2026 e l’elenco delle priorità necessarie per mettere in sicurezza la regione, in cui si legge: «Continui allagamenti in Puglia, in questo momento con strade invase dall’acqua. Dietro gli allagamenti c’è il suolo che consumiamo. L’Ordine dei Geologi di Puglia esprime vicinanza alle comunità colpite. I sottopassi allagati e auto bloccate a Bari, dopo i danni nel Foggiano a Lesina e Poggio Imperiale nella notte tra il 30 e il 31 ottobre. L’1 novembre l’allerta arancione, che ha interessato tutta la regione, con scuole chiuse a Lecce, Brindisi e San Severo, parchi e Cimiteri chiusi, Barletta e Monopoli in allerta per sottopassi e strade a rischio. Nelle ultime settimane disagi anche a Taranto, Ginosa, Mottola, Massafra, Fasano, Alberobello e in vari centri del Salento, tra cui Nardò, Gallipoli e Porto Cesareo.

La pioggia intensa è l’innesco, ma la causa dei danni è il suolo naturale che abbiamo consumato», dice il presidente dell’Ordine dei Geologi della Pugliadott. Giovanni Caputo, sottolineando: «Ogni volta che un temporale si abbatte su un territorio impermeabilizzato, l’acqua scorre in superficie verso sottopassi, quartieri e campagne. Il Rapporto ISPRA-SNPA 2026 certifica che nel 2025 la Puglia ha consumato altri 1.198 ettari, circa 3,3 al giorno, terza regione in Italia. Il suolo consumato è ormai l’8,18% del territorio regionale, contro il 7,19% della media nazionale.

Nel 2025 il nuovo consumo è stato di 434 ettari nel Foggiano, 272 nel Barese, 160 nel Leccese, 147 nel Tarantino, 94 nel Brindisino e 90 nella provincia di Bari. L’Ordine indica come priorità lo stop al nuovo consumo di suolo e il riuso delle aree già urbanizzate, il recupero e la depavimentazione dei suoli compromessi, l’invarianza idraulica nelle nuove trasformazioni, la manutenzione di lame e canali prima delle piogge, l’aggiornamento delle mappe delle aree allagabili e i sopralluoghi geologici post-evento. La prevenzione costa molto meno dell’emergenza.».

Banner dimostrativo - Visita il sito ufficiale della Fantown Service
per informazioni contattare il numero
WHATSAPP 333 423 5237 – SOLO MESSAGGIO –
spiegando, di cosa avete bisogno, per essere ricontattati
Ufficio: Via Troia, 32 – San Severo
per preventivi o informazioni: info@fantownservice.it
errore: Content is protected !!