Un sondaggio Confesercenti-Ipsos rivela che oltre 9 cittadini su 10 hanno già ridotto le spese, soprattutto, quelle per ristoranti, vacanze, abbigliamento, con tagli, anche, nel carrello della spesa.
di Redazione —
Il caro vita ridisegna le abitudini degli italiani, costretti a una vera e propria economia di guerra quotidiana. I continui rincari di alimentari, energia e carburanti hanno spinto oltre nove italiani su dieci, il 93%, a tagliare i consumi negli ultimi tre mesi. Una frenata d’emergenza che, secondo le stime di Confesercenti, rischia di tradursi in ben 1.400.000.000 di euro di consumi in meno nel trimestre in corso, minacciando direttamente la sopravvivenza dei negozi di vicinato, della ristorazione e del comparto turistico.

Il sondaggio Confesercenti-Ipsos, condotto su un campione di 800 persone tra i 18 e i 65 anni, fotografa una revisione profonda dello stile di vita: si rinvia lo shopping, si evitano le uscite non necessarie e si ridisegnano le priorità domestiche.
Dove colpiscono i tagli: addio a cene fuori e vacanze
I settori più sacrificati, sull’altare del risparmio, sono i pubblici esercizi e il turismo. Gli intervistati prevedono di stringere la cinghia soprattutto su:
- Ristorazione e delivery (53%): più della metà ridurrà pranzi, cene fuori e consegne a domicilio.
- Bar e tempo libero (44%): colazioni, caffè e aperitivi diventano un lusso da limitare.
- Vacanze e soggiorni (41%): si viaggia meno e per periodi più brevi.
- Moda e abbigliamento (34%): gli acquisti di scarpe e vestiti vengono rimandati.
La scure dei rincari entra però anche dentro le mura di casa: il 29% ha ridotto i consumi domestici di luce, gas e acqua, mentre il 26% è arrivato a tagliare sulla spesa alimentare e sulle bevande per il consumo quotidiano.
Caccia agli sconti, usato e rinunce: la mappa del risparmio

Per far quadrare i conti, gli italiani adottano strategie di acquisto mirate: il 66% va a caccia costante di offerte e promozioni, il 56% punta sulla riduzione degli sprechi e il 41% rimanda le spese importanti o sceglie prodotti meno costosi. Comprare meno è diventata una necessità per il 35% del campione, mentre un intervistato su cinque (21%) dichiara di aver rinunciato del tutto ad alcuni beni o servizi. Cresce anche l’economia circolare: il 19% si rivolge al mercato dell’usato e del rigenerato, una tendenza che tra i giovani di 18-34 anni sale fino al 23%.
Il grido d’allarme di Confesercenti
«È urgente difendere il potere d’acquisto e sostenere i consumi. I rincari energetici e le tensioni sugli alimentari assorbono sempre più spazio nei bilanci familiari: ogni euro in più per le bollette è un euro in meno per gli altri acquisti. Le rinunce e i rinvii che emergono dall’indagine si traducono in minori opportunità di lavoro per le imprese, che a loro volta affrontano costi di gestione crescenti», commenta, concludendo, Nico Gronchi, presidente di Confesercenti.

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