Il CDDU, Coordinamento Docenti Diritti Umani, contesta la riduzione degli organici parallela ai bonus per le paritarie. Romano Pesavento: «Prima di tagliare il Governo dimostri che il personale non serve.».
di Redazione —
Il CNDDU, Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, esprime ferma contrarietà alle ulteriori riduzioni degli organici scolastici previste dal disegno di legge di Bilancio 2027, una decisione che solleva profondi interrogativi sulle priorità economiche del Governo e sulla sostenibilità della scuola statale. La contemporanea proroga del contributo fino a 1.500 euro per le famiglie che iscrivono i figli nelle scuole paritarie rende ancora più urgente un confronto sulla distribuzione delle risorse pubbliche.
I numeri dei tagli: a rischio quasi 15mila cattedre e posti ATA

Secondo la relazione tecnica alla manovra, dall’anno scolastico 2027/2028 è prevista una riduzione di 4.925 posti per i docenti e 2.049 per il personale ATA, per complessive 6.974 unità in meno. I risparmi stimati ammontano a 83.900.000 di euro nel 2027 e a 251.700.000 annui dal 2028. Considerando anche le riduzioni già programmate dalla legge di Bilancio 2025, pari a 5.660 docenti e 2.174 ATA, il totale dei posti tagliati dai due interventi raggiunge le 14.808 unità. Per il CNDDU, il calo demografico non può giustificare da solo questi tagli, che colpiranno soprattutto le aree interne e i territori già a rischio spopolamento, aggravando il carico di lavoro legato alla digitalizzazione e alla gestione degli istituti.
Il nodo delle priorità: tagli alla statale e fondi alle paritarie
La manovra prevede la proroga al 2027 del contributo per gli studenti delle scuole paritarie, medie e primo biennio delle superiori, per famiglie con ISEE entro i 30.000 euro, stanziando un limite di 20.000.000 di euro. Il CNDDU, pur non contestando il sostegno alle famiglie, evidenzia una forte incoerenza politica: mentre si conferma un’agevolazione selettiva verso il privato, si programma una riduzione permanente delle professionalità nella scuola statale.

La richiesta al Ministro Valditara e l’appello al Parlamento
Il Presidente del CNDDU, prof. Romano Pesavento, rivolge una richiesta precisa al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: rendere pubbliche le analisi dei fabbisogni che giustificano le riduzioni e chiarirne la distribuzione territoriale. Il Coordinamento chiede a Governo e Parlamento di eliminare i tagli durante l’esame della legge di Bilancio, trovando coperture alternative attraverso una revisione selettiva delle spese correnti e delle agevolazioni fiscali meno efficaci. «Prima di chiedere alle scuole di operare con meno risorse professionali, il Governo deve dimostrare che quelle risorse non siano necessarie. In mancanza di tale dimostrazione, il taglio rimane una decisione di bilancio, non una riforma dell’efficienza», conclude il prof. Pesavento.

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