L’indagine Acri-Ipsos Doxa fotografa un Paese prudente: addio ai grandi progetti, il 63% lascia i soldi liquidi per gli imprevisti. Volano l’ottimismo della Gen Z e la paura per le pensioni.
di Redazione —
Il salvadanaio degli italiani sta cambiando pelle. Non è più lo strumento con cui pianificare il futuro a lungo termine, come l’acquisto di una casa o un grande investimento, ma una vera e propria rete di sicurezza per non affondare davanti alle emergenze. È questa la fotografia scattata dalla 26ª indagine Acri-Ipsos Doxa, presentata in occasione della 102ª Giornata Mondiale del Risparmio, che cade il 31 ottobre, che mostra un’Italia divisa tra la cronica incertezza economica e piccoli segnali di ripresa della fiducia.
Scudo contro gli imprevisti e paura per la pensione

Per ben il 77% degli italiani il risparmio rappresenta una tutela individuale, una riserva indispensabile per affrontare spese mediche improvvise, periodi di stop dal lavoro o la necessità di assistenza. Questa evoluzione riflette il timore diffuso per l’inflazione e la progressiva ritirata del welfare pubblico.
Il legame tra risparmio privato e protezione sociale è ormai strettissimo:
- Il 75% degli intervistati usa i propri soldi per integrare la sanità pubblica e la previdenza.
- Tra i lavoratori, il 66% teme per il proprio futuro dopo la pensione: il 43% ha paura di ricevere un assegno insufficiente e il 33% non riesce a mettere da parte nulla per la vecchiaia.
In questo contesto, la famiglia si conferma il primo ammortizzatore sociale, con il 53% degli italiani che dichiara di offrire o ricevere aiuti economici dai parenti stretti.
La spaccatura generazionale: Gen Z ottimista, Boomers guardinghi

L’indagine evidenzia una netta distanza tra le generazioni. La Gen Z è la più ottimista sul proprio futuro personale nei prossimi tre anni, con un saldo positivo del +55%, mentre tra gli over 65 prevale il pessimismo con meno il 12%. Questa differenza si riflette anche nella gestione del denaro. La liquidità resta la scelta preferita dal 63% degli italiani, che scelgono di tenere i soldi sul conto corrente per paura dei mercati. Una prudenza che caratterizza soprattutto i Boomers, mentre Gen Z e Millennials mostrano una maggiore apertura agli investimenti, mossi dal desiderio di proteggersi dall’inflazione e sostenere i familiari. Restano però forti vulnerabilità: il 24% degli italiani non saprebbe come pagare una spesa improvvisa di mille euro.
Educazione finanziaria ed Europa: le leve per ripartire
Come uscire da questa situazione di stallo? Gli italiani indicano la formazione e l’educazione finanziaria nelle scuole (37%) come le armi principali per ridurre le disuguaglianze e rendere il risparmio più inclusivo. Sul fronte internazionale, si registra un recupero di fiducia nell’Unione Europea, che sale al 42%: per il 57% degli intervistati uscire dall’UE sarebbe un grave errore. Nonostante le difficoltà personali, l’Italia non perde il suo cuore solidale: il 63% dei cittadini continua a fare donazioni e il 53% svolge attività di volontariato, dimostrando che il desiderio di protezione non ha cancellato lo spirito di coesione sociale.

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