I dati dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e Scomodo, rivelano come un giovane su due ha subito un atto di violenza nel corso della sua vita e, il web, è considerato luogo a rischio di revenge porn, bullismo e cyberbullismo, mentre, un giovane su due ha chiesto aiuto a un bot, per problemi sentimentali, psicologici o di salute.

di Redazione —

Gli ultimi dati dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e Scomodo, diffusi in vista della Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo (7 febbraio) e del Safer Internet Day (10 febbraio), rivelano come revenge porn, bullismo e cyberbullismo, per il 66% dei giovani, sia il web il luogo dove sperimentare la violenza. Un giovane su due nel corso della propria vita ha già subito un atto di violenza e la dimensione online è una di quelle considerate più a rischio. La tecnologia si è imposta anche nella dimensione dell’assistenza: un giovane su due ha chiesto aiuto all’Intelligenza artificiale per un problema di salute, psicologico o sentimentale.

«Dall’Osservatorio indifesa di quest’anno emerge con chiarezza che i giovani sono pienamente consapevoli dei pericoli che possono correre sul web, serve però che gli siano forniti strumenti per proteggersi e affrontare questi rischi, che mutano e si intensificano con l’evoluzione continua e sempre più rapida delle tecnologie. È compito delle istituzioni e della società tutta dotarli delle giuste informazioni e mezzi», commenta Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes Italia.

L’intelligenza artificiale rischia di diventare uno strumento di risoluzione dei problemi: la metà dei giovani, che ha risposto all’Osservatorio, si è rivolta almeno una volta a un bot, per un consiglio o suggerimento, in particolare, per un problema sentimentale (24%) o di salute (22%) o per avere supporto psicologico (21%). Questo suggerisce che l’AI venga usata soprattutto come strumento di supporto in contesti di vulnerabilità emotiva o di bisogno informativo. Per i giovani, l’indagine si basa sulle opinioni di oltre duemila ragazzi under 26, l’esperienza della violenza è purtroppo diffusa. Uno su due dichiara di aver subito nel corso della propria vita almeno un atto di violenza e il web viene considerato come il “luogo” più a rischio in assoluto.

In particolare, le ragazze dichiarano di aver subito violenza più dei maschi (57% vs 42%), ma la percentuale più alta è quella delle persone non binarie (67%) anche se il dato va interpretato con cautela, perché rappresentano un numero ridotto. Tra gli altri contesti a rischio le ragazze segnalano i luoghi pubblici non controllati, la strada, i mezzi pubblici, le relazioni intime e familiari. Mentre, tra i ragazzi, assumono un peso maggiore la scuola e il contesto amicale. Le violenza più indicate sono le molestie sessuali (45.5%), seguite da esperienze di umiliazione, emarginazione o esclusione (40%). Chi subisce un atto di violenza ha pesanti conseguenze: le più denunciate sono perdita di autostima, sicurezza e fiducia negli altri, che coinvolge circa due terzi dei rispondenti. Ci sono, poi, ansia sociale e attacchi di panico, forme di isolamento, segnalazioni di depressione, disturbi alimentari e difficoltà di concentrazione.

Sul web, il primo pericolo denunciato dai giovani è il revenge porn, la diffusione non consensuale di immagini intime, indicato dal 59% dei giovani. Seguono molestie, cyberbullismo estalking. Ci sono delle differenze di genere: le donne percepiscono come rischi particolarmente significativi il revenge porn e le molestie, citate con maggiore frequenza rispetto agli uomini. Tra questi ultimi, invece, risultano relativamente più presenti riferimenti a rischi come cyberbullismo, alienazione dalla vita reale, solitudine ed emarginazione.

I giovani sanno che condividere del materiale intimo comporta dei rischi: il 79% di loro definisce pericolosa questa pratica e, sembrano, anche, informati sui propri diritti: la quasi totalità sa di poter denunciare e chiedere la rimozione del contenuto se venisse condiviso senza il loro consenso. Minore, invece, la consapevolezza quando si parla di condivisione di immagini modificate. La maggior parte dei ragazzi dichiara di non essere mai stato vittima di questo fenomeno, mentre, quote non marginali di persone, dichiarano di non sapere se gli sia mai successo o si astengono dalla risposta, portano a riflettere sulla difficoltà di riconoscere questa pratica.

Un’esperienza, invece, che accomuna la vita online dei ragazzi, che innesca emozioni prevalentemente negative o ambivalenti, è l’essere contattato da sconosciuti, cosa successa all’80% circa di loro. In particolare, sono le ragazze a manifestare maggior fastidio, incertezza e paura, mentre, tra i ragazzi, emerge una quota più alta di curiosità. Per i ragazzi, soprattutto i più giovani, il rischio maggiore online è quello di essere vittima di cyberbullismo, come dichiara il 42% dei giovani, il 45% dei maschi.

Oltre al ricorso all’intelligenza artificiale, un altro tema centrale sono le chat usate per commentare l’aspetto fisico di altre persone: circa un terzo dei ragazzi dichiara di avervi assistito. Il 40% ne ha parlato con qualcuno di cui si fida, altri hanno silenziato (36%) o abbandonato (31%) la chat. Un significativo 30% dichiara di segnalare i contenuti o chiederne la rimozione. La maggioranza dei giovani considera inaccettabile il controllo del proprio telefono, mentre, a circa un quarto, non crea problemi. Il 69% dei ragazzi condivide però con altri, genitori, amici, partner, la password del telefono o dei social, prevalentemente per ragioni di sicurezza, soprattutto tra le ragazze.

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