Un’indagine svela che quasi la metà dei cittadini dilaziona i pagamenti, ma le rate non servono più solo per auto o elettrodomestici: ora colpiscono bollette, cibo e funerali.
di Redazione —
La risposta alla domanda quale potrebbe essere il futuro in tempi di crisi economica e budget ridotti al lumicino? Una vita a rate, perché dilazionare la spesa con un pagamento a rate è un’azione diffusa nel 45% degli italiani, ma non si tratta soltanto di acquisti per beni costosi come automobili, tecnologia o grandi elettrodomestici, infatti, dall’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli per UDICON, Unione per la difesa dei consumatori, emerge una fotografia drammatica del disagio sociale in Italia, dove il ricorso al credito sta intaccando le spese di sussistenza e i servizi essenziali.

Nell’elenco delle spese rateizzate entrano ormai le bollette di luce, gas, acqua e telefono, le cure mediche e persino l’ultimo addio. L’8% degli italiani ha pagato o pagherebbe a rate un funerale, mentre la dilazione arriva fino alle necessità quotidiane: il 13% la usa o la userebbe per le cure mediche e dentistiche, l’11% per le utenze di casa e il 6% per la spesa alimentare. «In Italia si vive a rate e ormai si muore a rate. Quando la rata entra nelle spese che una famiglia non può rimandare, smette di essere una comodità e diventa il termometro di un disagio», commenta Martina Donini, presidente di UDICON, ricordando come la spesa alimentare a rate sia ormai una realtà lanciata anche da alcune catene di supermercati.
L’indagine evidenzia una scarsa percezione del rischio legata alle formule online come il «buy now pay later», paga in 3 rate o dopo 30 giorni, per il 57% degli italiani si tratta di una semplice modalità di pagamento e solo il 35% lo considera un vero e proprio debito o finanziamento. Questa percezione distorta spinge gli utenti ad accumulare impegni finanziari: quasi un italiano su due ha almeno un pagamento rateale in corso e il 27% ne ha due o più contemporaneamente.
L’effetto domino si innesca quando i conti non tornano: quasi un italiano su quattro (23%) ha avuto difficoltà a pagare una o più rate. Tra chi si è trovato in questa situazione di blocco, uno su tre ha dovuto pagare penali o interessi di mora, quasi uno su cinque ha chiesto aiuto a familiari o amici, e la metà ha dovuto rinunciare ad altre spese necessarie. Il dato più preoccupante riguarda quel 10% che ha aperto un altro finanziamento per pagare le rate precedenti. «Rata chiama rata ed è l’anticamera del sovraindebitamento», conclude Donini, invitando a non sottovalutare i primi campanelli d’allarme prima che sia troppo tardi.

WHATSAPP 333 423 5237 – SOLO MESSAGGIO –
spiegando, di cosa avete bisogno, per essere ricontattati
Ufficio: Via Troia, 32 – San Severo
per preventivi o informazioni: info@fantownservice.it
