di Piero Mastroiorio —

Il CTS, Comitato dei Trasporti Siciliani, ha stabilito la revoca del fermo dei mezzi pesanti, ponendo fine alla mobilitazione proclamata lo scorso venerdì 16 ottobre, dopo che il dialogo con il ministro Salvini, avviato dalle 15:00 dello scorso 20 ottobre 2026, ha registrato un esito favorevole per gli operatori del settore: la quasi totalità delle istanze presentate dal Comitato è stata accolta. Rimane attivo però lo stato di agitazione fino «alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti», precisano gli autotrasportatori, per cui i camionisti stanno riprendendo la circolazione su tutto il territorio. «Alla fine siamo riusciti a sbloccare la situazione il ministro ha accolto tutti i nostri punti, tranne alcune cose che naturalmente non possono essere assicurate subito, ma ci vuole un po’ di tempo: attendiamo il tavolo permanente che abbiamo costituito, il 27 ci sarà la prima riunione in cui affronteremo tutti gli altri problemi», ha dichiarato Salvatore Bella, presidente del CTS.

Nel dettaglio, l’accordo raggiunto prevede lo sblocco immediato dei pagamenti arretrati del Sea Modal Shift, con l’erogazione di circa 104.000.000 di euro relativi alle annualità 2023/2024 e 2025/2026 e lo stanziamento di ulteriori 50.000.000 di euro per il periodo 2026/2027. Sul fronte del credito d’imposta sul gasolio, è previsto lo sblocco di 430.000.000 di euro relativi alle domande già presentate, con somme che dovranno essere rese immediatamente disponibili nel cassetto fiscale. L’intesa prevede, inoltre, la partecipazione stabile del CTS siciliano a tutti i tavoli istituzionali dedicati alla mobilità e ai trasporti.

Restano in sospeso due punti, che, come specificato dagli autotrasportatori, non possono rientrare in una approvazione immediata: «Il Ministro ha comunque garantito che, con l’avvio del Tavolo permanente del Meridione d’Italia, verranno individuate le coperture necessarie per estendere di ulteriori quattro mesi il credito d’imposta sul gasolio e per introdurre contributi volti a calmierare i costi dei biglietti del traghetto per l’attraversamento dello Stretto di Messina», si legge.

Un impegno immediato di 480.000 di Euro con la promessa di arrivare ad oltre un miliardo: ma i blocchi degli autotrasportatori vanno avanti in Calabria, Puglia e Campania. «E’ l’inizio di un percorso. Sbloccare un miliardo abbondante di risorse, che per motivi burocratici erano e sono ancora bloccati e cercare altri 100-150 milioni di risorse aggiuntive, sono una prima risposta. I primi pagamenti partono da domani (oggi 21 ottobre). Per il 27 ottobre è previsto un secondo tavolo, questa volta al MIT, dove faremo la fase 2 e verificheremo l’avvio dei pagamenti su cui ci siamo impegnati», afferma il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, dopo il doppio incontro a Milano, prima con le associazioni di categoria e poi con alcuni autonomi del settore.

«La dotazione destinata ai contributi è salita da 430 a 480 milioni e riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto. Poi verranno messe nuove risorse su settembre-ottobre. Il credito d’imposta ci sarà nel 2027. Oltre 150.000.000 di nuove risorse saranno, poi, allocate tra il credito d’imposta sull’autotrasporto e il tema dell’ETS per sterilizzare l’aumento dei costi dei noli marittimi. Quindi c’è anche lo sblocco dei 590.000.000 del rinnovo del parco mezzi», dice il viceministro al MIT, Edoardo Rixi.

«Positivi gli impegni annunciati dal ministro Salvini, ma proseguiranno nella vigilanza, affinché, gli impegni si trasformino immediatamente in provvedimenti concreti», sottolineano, in una nota unitaria, Unatras, Fai, Anita, Confartigianato Trasporti, Assotir, Fiap, Cna Fita, Sna Casartigiani, Fedit, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi .

Dopo gli incontri, Salvini ha chiesto la rimozione dei blocchi ancora in corso e, come detto, in Sicilia il CTS, Comitato Trasportatori Siciliani, ha accolto la richiesta, disponendo la revoca dello stop, per dare un «segnale di apertura al Governo», mentre, per quanto fa sapere l’agenzia di stampa ANSA, in Puglia i blocchi verranno revocati «parzialmente, finché non ci saranno risposte concrete», come affermano gli autonomi.

In Calabria e in Campania i fermi «proseguiranno almeno fino al 27 ottobre», quando è previsto il nuovo incontro al MIT, fanno sapere sempre gli autonomi. Fedralog (Calabria) dichiara «di non ritenersi soddisfatta perché all’esito del confronto non sono emersi nuovi impegni da parte del governo se non lo sblocco di risorse già in precedenza stanziate, somme del 2025 che aspettavamo da mesi.».

In Campania vengono mantenuti presidi fissi all’esterno dei caselli autostradali di Nola, sull’A30 Caserta-Salerno, e sull’A1 Milano-Napoli, nella zona degli Interporti di Nola e di Maddaloni-Marcianise, per cui rimarranno ancora vuoti, gli scaffali dei supermercati, soprattutto nelle province di Caserta e Napoli, ma, anche, in Molise, dove scarseggiano soprattutto frutta, verdura e prodotti imbustati e in Puglia dove la situazione dei supermercati è di forte criticità, con numerosi scaffali vuoti o semivuoti in diverse province della Regione.

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