«Le nuove generazioni dimostrano di avere una visione chiara e responsabile del rapporto tra cibo, ambiente e salute. Investire nella formazione e nella valorizzazione del settore primario significa dare un futuro all’Italia», dice Andrea Tiso di Confeuro riguardo la ricerca “Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro”.
di Redazione —

Stando all’indagine “Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro”, realizzata dall’Istituto Piepoli per Confeuro, presentata a Roma, lo scorso 5 novembre 2025, dal presidente Andrea Tiso, rivela come, per i giovani italiani il cibo è molto più di un bisogno: è un valore identitario e culturale e, come, per 9 giovani su 10 sia importante fare personalmente la spesa o, comunque, di impegnarsi per seguire una dieta equilibrata. L’89% sarebbe disposto a spendere di più per alimenti di qualità, mentre il 79% presta grande attenzione alla provenienza del cibo, considerata determinante per uno su quattro.
Sul fronte dell’alimentazione artificiale le opinioni sono più divise: quattro giovani su dieci non mangerebbero mai prodotti a base di farina di insetti, con una netta prevalenza tra le donne, 48%. Tuttavia, il 34% vede in questi nuovi alimenti una necessità per salvare il Pianeta, mentre il 24% li considera una forma di innovazione. Anche sulla carne coltivata in laboratorio o stampata in 3D le posizioni restano caute: per il 7% sostituirà del tutto il cibo naturale, per il 55% solo in parte. Le motivazioni che spingerebbero a provarla sono la curiosità e la percezione di modernità, 34%, più che il prezzo, 12%. Un giovane su tre, però, resta contrario al consumo di qualsiasi forma di cibo sintetico.

La ricerca mostra anche un forte senso di riconoscenza verso il mondo agricolo. Per la metà dei giovani intervistati agricoltura e allevamento sono attività indispensabili, e per il 34% rappresentano una cura concreta per il territorio. L’84% ritiene che gli agricoltori contribuiscano al benessere delle persone, l’80% riconosce il loro ruolo nella tutela ambientale e il 77% li considera veri custodi del territorio. Quanto ai contributi economici al settore, per l’84% sono una misura necessaria per salvaguardare il patrimonio alimentare italiano.
«Le nuove generazioni dimostrano di avere una visione chiara e responsabile del rapporto tra cibo, ambiente e salute. Investire nella formazione e nella valorizzazione del settore primario significa dare un futuro all’Italia», spiega Andrea Tiso di Confeuro, riguardo al futuro, che, per i giovani under 35, passa da un’alimentazione di qualità, sostenibile e autentica, capace di unire tradizione e innovazione senza rinunciare ai valori della nostra cultura alimentare.

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