di Redazione —

Minori e Digitale“, l’ultima indagine di Altroconsumo, condotta su un campione di adolescenti tra i 12 e i 17 anni in tutta Italia, pubblicata sul sito dell’associazione, offre uno sguardo approfondito sulle abitudini digitali dei più giovani, tra opportunità di crescita e nuovi rischi sociali, rivela come i ragazzi vivono connessi, comunicano, studiano e si divertono attraverso uno schermo, ma non per questo rinunciano alla realtà. Nella fascia 12-17 anni, il 97% degli adolescenti italiani utilizza il telefono per connettersi e trascorre mediamente circa tre ore al giorno online, con un buon 30% che supera le quattro ore, soprattutto tra i 15-17enni. Nonostante ciò, la rete non è un universo a parte: l’83% dei giovani svolge almeno tre volte alla settimana attività extrascolastiche in presenza, sport, cultura, volontariato e chi è più attivo online tende anche a essere più attivo offline.

I ragazzi non sono semplici spettatori: il 100% cerca informazioni online, il 99% effettua chiamate o videochiamate, il 97% guarda video o film, il 92% è sui social e gioca online l’89%. Il 63% crea e condivide contenuti (foto, video, testi) quasi tre volte a settimana. Questo profilo segnala una generazione che utilizza il digitale per socializzare, imparare, partecipare e non solo consumare. Tuttavia, un terzo, 33%, degli adolescenti, dichiara di essersi imbattuto almeno una volta in situazioni di rischio: contatti con sconosciuti, messaggi d’odio o discriminatori, contenuti violenti o sessualmente espliciti, cyberbullismo, minacce via rete. Inoltre, benché molti dichiarino di essere informati, il 30% non si sente preparato a reagire e il 26% ammette di aver falsificato l’età per iscriversi a una piattaforma.

Sui social, il 75% usa almeno quattro piattaforme differenti e molti utenti iniziano prima dei 13 anni, ad esempio, il 14% usava Whatsapp, prima dei dieci anni. Quanto agli algoritmi, il 42% non sa che i contenuti sono personalizzati, ma molti avvertono di essere influenzabili e vorrebbero più controllo. Sui videogame, il 62% ritiene di controllare il tempo di gioco, ma emergono rischi di isolamento e spese “nascoste” in gioco, come il 30% che avverte pressioni a spendere per avanzare.

La grande maggioranza degli adolescenti (86%) ritiene che servano restrizioni online per i minori e indica preferenza per soluzioni integrate nella piattaforma, impostazioni di default più sicure, autoplay disattivato, blocco contenuti non adatti, piuttosto che divieti rigidi. Il 76% degli intervistati ritiene che gli adulti debbano in primo luogo limitare il loro uso degli schermi prima di imporre regole ai ragazzi.

Il dato è chiaro: l’educazione digitale non può essere solo controllo o divieto, ma deve puntare su dialogo, strumenti condivisi e protagonismo dei giovani. Solo così l’esperienza online può arricchire, anziché limitare, la loro vita reale e, come sottolinea Altroconsumo, «per gli adolescenti il digitale è una finestra sul mondo … Vogliono piattaforme responsabili … Vogliono essere ascoltati.».

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