di Redazione —

Un sondaggio, condotto nell’ambito del Progetto InPags, coordinato da , con la partecipazione dell’InPags Network, che riunisce 68 associazioni e 2 organizzazioni di pazienti, presentato lo scorso 4 novembre 2025, a Roma, nel corso dell’incontro “Il Ruolo del Paziente nei Processi Regolatori”, rivela come più di un terzo delle associazioni di pazienti attive nei settori delle malattie rare, croniche e oncologiche rischia di essere escluso dai nuovi processi di partecipazione istituzionale previsti dal RUAS, Registro Unico delle Associazioni della Salute, a causa del requisito dei 10 anni di costituzione, che taglierebbe fuori il 36% delle realtà associative, risultate più giovani.

Avviato nel 2024, il progetto InPags ha posto fin dall’inizio l’accento sull’importanza di coinvolgere attivamente le associazioni di pazienti nei processi decisionali pubblici, in particolare nel Regolamento sull’Organizzazione e il Funzionamento della CSE, Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco e dell’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, con l’obiettivo di rendere operativo il RUAS, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (n. 207/2024), e di garantire una rappresentanza equa e plurale nei momenti di confronto istituzionale.

Le associazioni dei pazienti con malattie rare chiedono, in particolare, di rivedere il requisito dei dieci anni, riducendolo a tre, o di introdurre soluzioni alternative che evitino di penalizzare le organizzazioni più giovani ma spesso altamente qualificate e competenti, atteso che il RUAS, non essendo ancora attivo, possa ancora essere modificato in senso più inclusivo, prima che diventi pienamente operativo.

In questa direzione si muove anche l’AIFA, che attraverso il Regolamento della CSE ha previsto la possibilità di convocare in audizione le associazioni di pazienti, in relazione alle patologie di rispettiva competenza, per garantire un confronto aperto e partecipato. Il tema della rappresentanza del paziente nei processi regolatori resta dunque centrale.

Il caso RUAS dimostra, che, accanto all’esigenza di garantire trasparenza e qualità, è necessario non limitare la partecipazione di organizzazioni nate negli ultimi anni capaci di portare competenze, esperienze dirette e visioni innovative. La sfida per le istituzioni sarà quella di coniugare rigore e inclusione, assicurando che la voce dei pazienti resti un pilastro reale delle decisioni in materia di salute pubblica.

errore: Content is protected !!