di Redazione —

Allenarsi in autonomia, a casa o all’aperto, spesso senza istruttore fisico è una realtà sempre più diffusa in Italia e, stando ai dati ISTAT, il 18,7% degli sportivi, più donne che :uomini, 20,9% contro 17,1%., ha dichiarato, di praticare sport tramite l’ausilio di applicazioni online dedicate al fitness, tramite social network o siti web specializzati di palestre o centri sportivi. L’uso delle nuove tecnologie, per la pratica sportiva, è poco diffuso tra i giovanissimi fino 14 anni (5,1%), cresce nelle età successive e raggiunge i livelli più elevati tra i giovani adulti di 25-44 anni (29,1%).

L’utilizzo di queste app prevede un processo di registrazione con creazione di account con il rilascio di dati personali e non solo. In particolare, i dispositivi fitness tracker servono a misurare l’attività fisica e a monitorare alcuni parametri di salute, come passi, distanza, calorie consumate, battito cardiaco, sonno, livello di stress, peso e alimentazione.

«Questi dispositivi e app fitness tracker raccolgono moltissimi dati e sono integrati nell’Internet delle cose (IoT). Sono cioè capaci di dialogare e scambiare informazioni con altre app e altri dispositivi come il pc o lo smartphone. Ciò aumenta notevolmente le possibilità di trattamento e diffusione dei dati personali raccolti da tali strumenti, per finalità e con modalità di cui non sempre siamo consapevoli. Spesso chi utilizza questi dispositivi tende a condividere sui social i risultati raggiunti e le proprie performance. Un gesto apparentemente innocuo che, però, può esporre, anche senza rendersene conto, a una maggiore diffusione di dati personali sensibili, come la propria posizione o informazioni legate alla salute», fa notare il Garante Privacy, che ha messo a punto un decalogo con 10 consigli per proteggere i propri dati durante l’utilizzo di queste App, in cui si legge:

  1. L’informativa privacy deve essere sempre disponibile e letta con attenzione, poiché contiene informazioni importanti come ad esempio per quanto i dati tempo verranno conservati.
  2. Non tutti i dati che ti vengono richiesti sono necessariamente indispensabili alle funzioni dell’App. Il Garante consiglia di disattivare alcune funzioni non essenziali nella comune attività di fitness (vale a dire, non professionistica): come le funzioni per monitorare il sonno, i pasti, ecc. E se possibile, usa uno pseudonimo.
  3. I fitness tracker possono richiedere connessioni ad altri dispositivi o app, aumentando la condivisione dei dati personali. Se non è indispensabile, evita di concedere autorizzazioni. Eventuali malintenzionati potrebbero usare queste condivisioni di accesso per cercare di veicolare virus e malware.
  4. Attenzione alla condivisione sui social: diffondere, anche involontariamente, dati sensibili può comportare rischi concreti. Pubblicare percorsi, orari e giorni delle attività sportive come la corsa, significa infatti rendere noti i propri spostamenti e i momenti di assenza da casa, esponendosi a possibili conseguenze indesiderate.
  5. Scarica le app solo da siti ufficiali e per l’accesso imposta delle password, anche con autenticazione di accesso a più fattori. In caso di connessione Bluetooth ricorda di disconnettere il dispositivo e, in generale, di spegnere il Bluetooth quando non li usi. Infine, connetti il tuo dispositivo a una rete wi-fi solo se sei certo degli standard di sicurezza adottati contro virus e rischi di intrusione.
  6. Cancellare periodicamente i dati può essere una tutela contro diversi rischi di furto o abusi.
  7. I minori dovrebbero usare dispositivi e app per il monitoraggio sportivo solo con la supervisione di un adulto.
  8. Se la app è inutilizzata in alcune ore del giorno o di notte è preferibile spegnere il dispositivo oppure disattivare alcuni sensori e/o alcune funzioni di rilevamento.
  9. Se dovessi decidere di non utilizzare più il dispositivo o la app fitness tracker, assicurati di cancellare i dati, disconnettere l’account e disinstallare la app.
  10. La prima azione di difesa contro il furto o l’abuso di informazioni personali è la consapevolezza. Sul portale del Garante Privacy tutte le regole a protezione dei dati personali sono spiegate in maniera semplice. Inoltre, è possibile rivolgersi per informazioni, chiarimenti o segnalazioni all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Garante.
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