di Redazione —

Il MDC, Movimento Difesa del Cittadino, lancia una nuova edizione della campagna FumatoriConsapevoli 2025 contro i rischi del fumo incerti o poco percepiti, specialmente quando si parla di nuovi prodotti del fumo e quando si incappa in qualche pubblicità occulta sui social o nel consumo promosso o suggerito dall’ultimo influencer, soprattutto, quando si parla del fumo fra i giovani e di comportamenti di consumo rispetto al fumo, cambiati negli anni o che stanno ancora cambiando.

La campagna di quest’anno, evoluzione dell’iniziativa lanciata negli anni scorsi servirà, per quanto possibile, a fare chiarezza sui rischi legati al consumo di tabacco tradizionale e sulle alternative quali sigarette elettroniche (e-cig), dispositivi a tabacco riscaldato e altri prodotti simili, affrontando una realtà fatta spesso di disinformazione, divieti disattesi, pubblicità occulta sui social in violazione della legge. È un quadro in cui in cui i giovani risultano i più esposti ai rischi del fumo.

«Negli ultimi anni i comportamenti dei cittadini rispetto al fumo sono cambiati, ma i dati restano preoccupanti. Studi recenti confermano che l’Italia continua a registrare livelli elevati di consumo, con un aumento delle nuove forme di dipendenza tra i più giovani e una scarsa consapevolezza dei rischi. Allo stesso tempo, permane una totale confusione in merito ai prodotti alternativi, a potenziale rischio ridotto, che stanno progressivamente sostituendo le sigarette tradizionali. La tutela della salute passa dall’informazione corretta», sottolineano dal MDC, che intende rafforzare il proprio impegno per una prevenzione efficace e per promuovere la riduzione del danno, tanto da far rientrare nella campagna, anche, segnalazioni alle Autorità di pratiche scorrette e pubblicità ingannevoli.

Secondo dati recenti dell’ISS, Istituto Superiore di Sanità, i nuovi prodotti del fumo hanno affiancato le tradizionali sigarette e stanno facendo aumentare i consumatori più giovani, che già svapano e fumano sin dagli 11 anni e ancor più dai 14 anni, quando sono alle scuole superiori. Quasi il 40% degli studenti delle superiori fa infatti uso dei nuovi prodotti del fumo. Fuma o svapa il 7,5% degli studenti italiani tra gli 11 e i 13 anni e il 37,4% tra gli studenti di 14-17 anni. Un’altra tendenza che si è affermata nel tempo fra i giovani e, non solo, è quella del “policonsumo”, l’uso combinato di più prodotti del fumo. Questo riguarda, ad esempio, la grande maggioranza dei dei 14-17enni che fumano e una quota sempre maggiore di adulti, con rischi crescenti per la salute.

In Italia, spiega ancora l’ISS, il 59% degli adulti (18-69 anni) non fuma e il 17% ha smesso di fumare, ma un italiano su quattro è fumatore abituale (24%). Negli anni c’è una lenta riduzione della prevalenza del fumo di sigaretta tradizionale ma aumenta l’uso della sigaretta elettronica (per lo più con uso di nicotina) e dei dispositivi a tabacco riscaldato, sia tra i fumatori, che diventano così dediti al poliuso dei prodotti del tabacco, sia fra i “non fumatori” o gli “ex fumatori”, che si espongono oggi ai rischi legati all’inalazione delle sostanze utilizzate nelle sigarette elettronica, ai rischi residuali della combustione del tabacco e alla dipendenza da nicotina.

L’urgenza della campagna, per diversi motivi, é così spiegata dal MDC:

  • Rischio sanitario persistente: il fumo tradizionale continua a provocare malattie gravi e decessi prevenibili;
  • Nuove forme, nuova confusione: le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato sono considerati a rischio ridotto rispetto al fumo tradizionale. Tuttavia, le differenze tra i dispositivi e il loro effettivo profilo di rischio non sono sempre pienamente comprese. L’informazione disponibile, talvolta frammentaria o poco chiara, può generare incertezza;
  • Giovani sotto pressione di messaggi pubblicitari (anche indiretti), influencer, modelli di consumo diffusi sui social media che possono normalizzare l’uso di prodotti del tabacco e delle alternative;
  • Normative che devono essere rispettate, ma che a volte vengono aggirate con marketing sleale, product placement non dichiarato, utilizzo di aromi particolari, omaggi e gadget.

In fine, la campagna FumatoriConsapevoli si propone di dare spazio alle voci dei consumatori, spesso escluse dal dibattito. Davanti a molteplici casi di pubblicità ingannevoli, di disinformazione e pratiche commerciali poco trasparenti, l’obiettivo è fare in modo che i cittadini sappiano come muoversi, riconoscere i rischi del fumo, nonché, sapere cosa è permesso dalla legge e cosa non lo è.

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