Dal 1° gennaio 2026 il prezzo di riferimento del gas per i vulnerabili sale del 10,5% rispetto a dicembre.
di Redazione —

«Dopo un 2025 segnato da forti ribassi, per il mese di gennaio 2026, che ha visto le quotazioni all’ingrosso, in deciso aumento, rispetto a quelle registrate a dicembre, il prezzo della sola materia prima gas (CMEM,m), per i clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità, è pari a 37,75 €/MWh. Le condizioni meteo particolarmente rigide, che hanno contraddistinto il primo mese del 2026, hanno spinto verso l’alto la domanda di gas, con inevitabili ripercussioni sul costo finale degli approvvigionamenti», spiega ARERA, Autorità per energia, reti e ambiente, dopo aver comunicato il valore della materia prima del Servizio di tutela vulnerabilità gas per gennaio 2026: il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo, con consumi medi di gas di 1.100 metri cubi annui, è pari a 113,02 euro per metro cubo, con un aumento del 10,5% su dicembre 2025.

Nella composizione percentuale della spesa per la fornitura di gas dell’utente tipo in tutela della vulnerabilità, a gennaio la materia energia pesa per il 43,42% (43,06 centesimi di euro per metro cubo, pari al 38,10% del totale della bolletta, per l’approvvigionamento del gas naturale e per le attività connesse); trasporto e gestione del contatore pesano per il 23,39% del totale della bolletta; il 28,78% va in imposte (sono 32,53 centesimi di euro) e il 4,41% in oneri di sistema. Per le associazioni dei consumatori è una stangata sugli utenti gas vulnerabili. Con le nuove tariffe del gas per gli utenti vulnerabili la bolletta media si attesta a 1.243 euro, equivalente a una maggiore spesa annua, nell’ipotesi di prezzi costanti, di 118 euro. Se si considera anche la spesa per l’energia elettrica, pari a 559 euro l’anno, la bolletta media degli utenti vulnerabili arriva a 1802 euro l’anno fra luce e gas.
«Con l’arrivo del freddo sono scattate le solite speculazioni, che vanno oltre la legge della domanda e dell’offerta. Purtroppo, ancora nulla è stato fatto per impedire rialzi anomali e superare le attuali distorsioni di mercato, dal disaccoppiamento della luce dal gas al famoso “TTF di Amsterdam”. Ci domandiamo che fine abbia fatto il decreto bollette annunciato dal Governo e mai varato, decreto che dovrebbe stanziare soldi veri, per ridurre l’IVA sul gas e gli oneri di sistema», le parole a commento di Marco Vignola, vicepresidente dell’UNC, Unione Nazionale Consumatori, a cui hanno fatto eco quelle del Codacons che ha sottolineato: «rispetto allo stesso periodo del 2021, i prezzi del gas nel mercato regolato risultano a gennaio più elevati del 60%, pari ad una maggiore spesa da +466 euro a nucleo rispetto a 5 anni fa.».

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