di Piero Mastroiorio —

Il mondo della moda piange la scomparsa di Giorgio Armani, il maestro italiano che ha rivoluzionato l’eleganza contemporanea, si è spento, oggi, 4 settembre 2025 all’età di 91 anni, secondo quanto annunciato dalla sua maison. La morte è avvenuta serenamente, tra le sue persone care, dopo aver lavorato con dedizione fino agli ultimi giorni della sua vita. Un funerale privato è previsto per il weekend nella sua amata Milano.

Nato a Piacenza nel 1934, Giorgio Armani, avrebbe inizialmente intrapreso la carriera medica, ma ben presto si lasciò sedurre dal mondo della moda, tanto, da fondare nel 1975, insieme al compagno Sergio Galeotti, il suo omonimo brand, ARMANI, che avrebbe trasformato per sempre il concetto di abito. La sua firma stilistica, più che leggibile, era visibile: eleganza minimalista, giacche destrutturate e un nuovo ideale androgino che ammaliava Hollywood, le passerelle e i red carpet di tutto il Mondo.

Oltre ad essere un’icona della moda, Armani intraprese un legame profondo con lo sport, confermandosi come uno dei pochi stilisti in grado di unire sartoria e performance sportive in maniera esemplare. Firmò, dopo un accordo quadriennale con la FIGC, il guardaroba formale per la nazionale italiana di calcio maschile, Under 21 e femminile. Le divise, firmate Emporio Armani, sono eleganti e pratiche, molto apprezzate sia dentro che fuori dal campo. In occasione degli Europei 2021, ha creato un omaggio sartoriale a Enzo Bearzot, con giacca azzurra e pantaloni morbidi e, nel 2022, ha disegnato anche un elegante completo grigio per le Azzurre del calcio femminile.

Ha vestito la squadra italiana durante le cerimonie d’apertura delle Olimpiadi, come quelle di Sochi, Pyeongchang, Londra e Pechino, nonché, i portabandiera azzurri alle Olimpiadi Invernali, ponendo la sua firma anche sulle collezioni EA7, linee sportive e tecniche dedicate agli atleti azzurri. Da appassionato di sport, Armani, dal 2008, calcò i campi di basket con l’acquisto dell’Olimpia Milano, riportando la squadra ai vertici nazionali e internazionali del basket. Non solo le squadre italiane usufruirono del suo genio sartoriale, le sue creazioni vestirono atleti e squadre come la nazionale inglese di calcio, i club Chelsea, Bayern Monaco.

La parabola di Giorgio Armani è stata quella di un innamorato della perfezione applicata al quotidiano: moda, performance, comfort. Ha portato lo “stile” dentro eventi di respiro mondiale e ha reso ogni abito, da quelli più raffinati alle tute tecniche, un simbolo dell’eleganza italiana. Non a caso la frase “un uomo dalle sorprese” descrive il celebre stilista italiano come una figura che ha costantemente stupito e innovato il mondo della moda e non solo.

Dalla sua capacità di “ammorbidire” la moda maschile e creare uno stile di eleganza senza tempo, alla sua dedizione a cause umanitarie e culturali attraverso progetti come l’Armani/Teatro e l’Armani/Silos, Armani ha sempre saputo offrire un modello di creatività, imprenditoria e responsabilità sociale unico, un “Re Giorgio” che ha lasciato un’eredità di sorprese e un impatto duraturo. Il giorno del suo novantunesimo compleanno, con un messaggio che salutava i suoi fan e prometteva un ritorno in scena a settembre, è stato il simbolo di una vita dedicata fino all’ultimo istante alla bellezza, alla responsabilità e al rigore creativo.

Giorgio Armani, ci ha insegnato che un abito può diventare un messaggio di identità e dignità, imprimendo questa visione sui red carpet hollywoodiani, nelle passerelle di Milano e nelle cerimonie che celebrano lo spirito sportivo degli Azzurri. L’Italia e il Mondo oggi piangono la scomparsa di un maestro senza tempo, un uomo che ha saputo incarnare l’essenza dell’eleganza contemporanea con stile, passione e integrità dell’uomo, che, qualche settimana fa, acquistò la “Capannina” di Forte dei Marmi, lo storico locale fondato nel 1929, in un ultimo ‘atto d’amore‘, un gesto affettivo e un ritorno alle origini, legandosi al luogo che è stato il suo rifugio personale e di vacanza fin dall’infanzia.

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