I dati ISTAT e ARERA confermano i rincari: l’espresso al bar segna un +44% dal 2021, mentre la bolletta del gas per i clienti vulnerabili aumenta di 201 euro all’anno.

di Redazione —

Un rientro dalle vacanze amaro per i portafogli degli italiani, costretti a fare i conti con rincari che colpiscono sia i piccoli riti quotidiani che le spese fisse invernali: da un lato la colazione al bar diventa sempre più un lusso, dall’altro l’accensione dei riscaldamenti si prospetta una batosta a causa delle nuove tariffe energetiche. Il caffè per gli italiani non è una semplice bevanda: è un rito irrinunciabile, una coccola mattutina, un’abitudine radicata e una fondamentale occasione di socializzazione. Rappresenta un vero e proprio simbolo d’identità, che si tratti della tazzina del risveglio a casa o dell’espresso al bar che spezza la giornata lavorativa trasformandosi in un momento di scambio di opinioni. Eppure, questo pilastro della quotidianità è diventato un prodotto di consumo sempre più costoso, registrando rincari continui sia sugli scaffali dei supermercati sia al bancone.

Secondo un’analisi approfondita condotta da Altroconsumo sulla base dei dati ISTAT e del MIMIT, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo del caffè al consumo è aumentato del 44% dal 2021. La crescita, che era avanzata in modo graduale tra il 2022 e il 2024, ha subìto un’impennata verticale nell’ultimo anno, registrando un balzo del +21% rispetto all’anno precedente. I costi della materia prima si sono così riversati direttamente sul carrello della spesa delle famiglie.

Lo scorso 3 ottobre 2026, nella maggior parte delle 19 città italiane esaminate dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Altroconsumo, un espresso al bar costa in media tra 1,20 e 1,40 euro, con rincari che rispetto al 2021 oscillano tra i 15 e i 34 centesimi a tazzina, pari ad un incremento del 15-35%. Il trend non accenna a fermarsi: solo nell’ultimo anno i prezzi sono lievitati di altri 3-8 centesimi.

Le differenze geografiche lungo la penisola tracciano una mappa molto diversificata:

  • Bolzano si conferma la città più cara in assoluto, dove l’espresso ha ormai sfondato il tetto psicologico dei 1,50 euro.
  • Roma e Napoli resistono su livelli intermedi, attestandosi rispettivamente intorno a 1,20 euro e 1,24 euro in media.
  • Catanzaro si posiziona come l’isola felice d’Italia, posizionandosi poco sopra 1 euro a tazzina.

Cosa c’è dietro l’impennata? Sui mercati internazionali il costo della materia prima è più che raddoppiato rispetto al 2021 e le quotazioni attuali sono più del doppio, anche, rispetto al periodo pre-pandemia (2019). I consumi mondiali sono in costante aumento e la produzione non riesce a tenere il passo della domanda: sui raccolti pesano fortemente i fattori climatici avversi che hanno colpito i grandi paesi produttori come il Brasile e il Vietnam. Quando si teme una carenza di scorte, i mercati finanziari reagiscono con speculazioni e operazioni basate sulle previsioni dei raccolti futuri, rendendo i prezzi estremamente instabili.

Altroconsumo ricorda, però, che il costo dei chicchi è solo una parte della spiegazione: quando ordiniamo un espresso, stiamo acquistando un servizio a tutto tondo: nel prezzo finale della tazzina pesano i costi di gestione del locale, l’affitto delle mura, l’energia elettrica per tenere accesi i macchinari, la manutenzione delle attrezzature e il costo del personale. Per un espresso servono appena 7 grammi di caffè macinato, ma quei pochissimi grammi sono ormai diventati la frazione minore di un conto sempre più salato.

Se il caffè aumenta, le notizie sul fronte energetico non sono migliori. L’ARERA ha comunicato che la bolletta del gas per i clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità , circa 2.300.000 di italiani, è salita del 12,7% in un solo mese rispetto ad agosto, trainata dal rialzo delle quotazioni all’ingrosso (pari a 78,80 €/MWh). Le associazioni dei consumatori hanno immediatamente lanciato l’allarme. Secondo i calcoli del Codacons, questo incremento si traduce in una maggiore spesa di 201 euro all’anno a nucleo familiare.

Il quadro generale tracciato dall’associazione mostra una vera e propria stangata:

  • La bolletta media del gas, ipotizzando consumi da 1.100 mc, sale a 1.782 euro annui.
  • Rispetto allo stesso mese dello scorso anno, le tariffe del gas sono più alte del 52%, +611 euro su base annua.
  • Sommando la luce, 868,6 euro, il conto energetico totale, per un utente vulnerabile, raggiunge i 2.650,6 euro all’anno.

Un trend preoccupante che rischia di aggravarsi ulteriormente con l’arrivo dei mesi freddi e la imminente accensione dei riscaldamenti domestici.

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