di Piero Mastroiorio —

L’intelligenza artificiale non è più solo una questione di prompt, algoritmi e dibattiti accademici: da questo mese diventa legge dello Stato a tutti gli effetti. Il 23 ottobre 2026 entra ufficialmente in vigore il D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, il secondo decreto attuativo italiano che adegua il nostro ordinamento al famoso AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689). Se finora l’uso di software di IA all’interno delle aziende è avvenuto in una sorta di “zona grigia“, il nuovo decreto stabilisce regole severe, sanzioni milionarie e precisi obblighi per i datori di lavoro e i professionisti.

Proviamo a stilare una mini giuda pratica e immediata per capire cosa cambia per il business e come evitare passi falsi.

1. Risorse Umane: Le decisioni sul lavoro restano “umane“

Una delle novità più dirompenti del decreto italiano riguarda la gestione dei dipendenti. Se si utilizzo si ha intenzione di utilizzare software basati su IA per valutare lo staff, l’algoritmo non potrà più avere l’ultima parola.

  • Obbligo di supervisione: decisioni cruciali come assunzioni, licenziamenti, provvedimenti disciplinari e valutazioni delle prestazioni devono essere tassativamente prese da una persona in carne e ossa.
  • La sanzione: qualsiasi decisione di questo tipo automatizzata o priva di un effettivo controllo umano è considerata nulla sotto il profilo giuridico.

2. Sicurezza sul Lavoro e Valutazione dei Rischi (DVR)

L’articolo 42 del decreto introduce modifiche sostanziali all’integrazione tecnologica nei luoghi di lavoro. L’uso di sistemi IA non è più neutrale:

  • Aggiornamento del DVR: se l’IA influisce sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi o sui processi decisionali legati alla sicurezza, l’impatto deve essere calcolato all’interno della classica valutazione dei rischi (ai sensi del D.Lgs. 81/2008).
  • Formazione obbligatoria: il datore di lavoro deve garantire che i dipendenti ricevano un’adeguata formazione sui rischi specifici dei sistemi IA in uso.

3. Professionisti e Ordini: Formazione Continua ed Equo Compenso

Il decreto tocca da vicino anche i liberi professionisti, come ingegneri, architetti, avvocati e consulenti:

  • Corsi obbligatori: l’alfabetizzazione digitale sull’IA entra di diritto nei percorsi di formazione continua e obbligatoria degli ordini professionali.
  • Equo compenso: vengono introdotte tutele e parametri per modulare i compensi professionali laddove l’utilizzo dell’IA modifichi l’apporto intellettuale o i tempi di esecuzione della prestazione.

4. Chi controlla e cosa si rischia?

L’architettura dei controlli in Italia è ora ben definita: a vigilare sul mercato e sul rispetto delle regole saranno principalmente due enti:

  1. AgID (Agenzia per l’Italia Digitale): agirà come autorità di notifica.
  2. ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale): incaricata della vigilanza e delle ispezioni.
    (Accanto a loro opereranno anche il Garante Privacy, Banca d’Italia e Consob per i rispettivi settori).

Le sanzioni sono pesantissime: in linea con il framework europeo, le violazioni più gravi possono comportare multe fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale annuo dell’azienda.

5. Trasparenza immediata: Chatbot e Contenuti AI

Ricordiamo che sono già operativi i requisiti di trasparenza fondamentali:

  • Se sul tuo sito c’è un chatbot per l’assistenza clienti, l’utente deve essere esplicitamente avvisato che sta parlando con una macchina.
  • I testi prodotti interamente da sistemi di IA e i contenuti multimediali manipolati, come i deepfake, dovranno essere chiaramente riconoscibili o marcati con un watermarking.

6. Cosa fare per mettersi a norma?

Se si gestisce un’azienda o uno studio professionale, l’approccio “aspettiamo e vediamo” non è più sicuro. I tre passi fondamentali da fare subito sono:

  1. Mappare i software: crea un inventario di tutti gli strumenti software in uso che integrano logiche di IA, dai gestionali ai tool di marketing.
  2. Istruire i dipendenti: organizza una sessione informativa interna sull’uso corretto e sicuro dell’IA aziendale.
  3. Verificare i contratti: assicurarsi che i fornitori esterni dei tuoi software di IA siano a norma con l’AI Act la responsabilità finale dell’utilizzo ricade, comunque, sul datore di lavoro.
per informazioni contattare il numero
WHATSAPP 333 423 5237 – SOLO MESSAGGIO –
spiegando, di cosa avete bisogno, per essere ricontattati
Ufficio: Via Troia, 32 – San Severo
per preventivi o informazioni: info@fantownservice.it
errore: Content is protected !!