di Redazione —

I reati a danno di minori in Italia hanno raggiunto un nuovo e drammatico primato negativo. Nel 2025 le giovani vittime sono state 7.272, registrando una crescita dell’1% rispetto all’anno precedente (68 casi in più). Il dato diventa ancora più allarmante se osservato sul lungo periodo: rispetto al 2015 le vittime sono aumentate del 43%, traducendosi in 2.192 casi in più in soli dieci anni.

I numeri, elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale, sono contenuti nel Dossier Indifesa 2026 intitolato “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo“, realizzato da Terre des Hommes e presentato a Roma nella sede dell’ANCI in occasione della Giornata internazionale delle bambine, che si é tenuta lo scorso 11 ottobre.

A guidare la drammatica classifica dei reati è il maltrattamento in famiglia, che per la prima volta nella storia supera la soglia dei tremila casi, raggiungendo le 3.008 vittime (il 41,4% del totale). Rispetto al 2015, quando si registrarono 1.442 casi, le violenze domestiche sono più che raddoppiate (+109%). Il quadro complessivo delle violenze principali evidenzia che più di sette minori su dieci subiscono abusi in tre precise categorie:

  • Maltrattamenti in famiglia: 3.008 vittime.
  • Violenza sessuale e aggravata: 1.545 vittime complessive, di cui 881 per violenza sessuale e 664 per violenza aggravata.
  • Abbandono di minori o incapaci: 637 casi, in aumento del 10% sul 2024 e del 56% rispetto al 2015.

Insieme, queste tre fattispecie concentrano 5.190 vittime, pari al 71,4% del totale.

Il Report di Terre des Hommes mostra una spaventosa disparità di genere. Se in linea generale sei vittime su dieci sono bambine o ragazze, la percentuale diventa schiacciante nei reati di natura sessuale. Nelle sette principali fattispecie considerate, su 2.451 vittime totali ben 2.024 sono di sesso femminile (82,6%). Le bambine e le ragazze rappresentano l’87% delle vittime di violenza sessuale e l’86% di quella aggravata. Inoltre, costituiscono il 79% delle vittime di atti sessuali con minorenne e detenzione di materiale pornografico, il 76% nella prostituzione minorile, il 71% nella pornografia minorile e il 65% nella corruzione di minorenne.

I dati riaccendono il dibattito sulla capacità delle istituzioni di intercettare precocemente i segnali di disagio. Per questo motivo, ANCI e Terre des Hommes stanno siglando un protocollo d’intesa per rafforzare la protezione dei minori direttamente sul territorio. Secondo il presidente dell’ANCI, Gaetano Manfredi, la prevenzione si gioca in modo decisivo nelle scuole, nei servizi sociali e negli spazi aggregativi locali. Una linea condivisa dal prefetto Raffaele Grassi, vice capo della Polizia, che sottolinea l’urgenza di mettere in rete le competenze istituzionali attraverso tavoli territoriali e strategie comuni.

«Di fronte a numeri di questa portata non basta denunciare», ha avvertito Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia, invocando una strategia nazionale stabile, duratura e misurabile. L’organizzazione ha indicato quattro pilastri fondamentali su cui intervenire:

  • Rafforzamento della prevenzione nelle scuole e nei luoghi di aggregazione.
  • Sostegno concreto alle famiglie in difficoltà.
  • Potenziamento dei servizi territoriali di tutela.
  • Sicurezza online, rendendo il web uno spazio protetto per i più piccoli.

Il Dossier Indifesa 2026 lascia aperta una ferita profonda e richiama la responsabilità del mondo adulto nel costruire una rete di protezione solida, capace di agire prima che la violenza si consumi.

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