«I cittadini non possono pagare per gli errori della pubblica amministrazione», dice MDC, riguardo le migliaia di pensionati, che, ad aprile, avranno una riduzione dell’assegno per l’erronea applicazione di una detrazione che spettava ai lavoratori dipendenti, non ai redditi da pensione.

di Redazione —

L’INPS, Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, ha scoperto un errore nei conteggi fiscali del 2025, legato all’applicazione, che porterà, ad aprile, migliaia di pensionati a restituire all’Istituto somme fino a 1000 euro. Una detrazione destinata ai lavoratori dipendenti, che non si aspettavano, il cui recupero avverrà automaticamente. Le somme di quell’assegno mensile, maggiorato non per un bonus, ma per un errore amministrativo, ora dovranno essere restituite, in un’unica soluzione o a rate.

Il MCD, Movimento Difesa del Cittadino, nell’esprimere «la propria ferma e indignata protesta per quanto sta per accadere a circa 20.000 pensionati italiani, costretti a restituire somme fino a 1.000 euro a causa di un errore imputabile esclusivamente all’INPS», denuncia: «È inaccettabile che, a fronte di un errore amministrativo, si scarichino le conseguenze economiche su soggetti fragili, spesso anziani, che hanno agito in totale buona fede. In molti casi, le somme ricevute rappresentavano una parte significativa del reddito mensile, anche oltre il 50% e sono state utilizzate per far fronte a spese essenziali. È gravissimo che l’errore derivi da un malfunzionamento procedurale nei sistemi di calcolo e da ritardi interpretativi nella corretta applicazione della normativa fiscale. Non è accettabile che inefficienze amministrative si traducano in un danno diretto per i cittadini.».

«MDC chiede con urgenza una verifica indipendente sulle responsabilità dell’accaduto, l’adozione di misure che impediscano il ripetersi di questi errori, un intervento immediato del Governo. I cittadini non possono pagare per gli errori della pubblica amministrazione», dice concludendo MDC, riguardo agli importi che per effetto del taglio del cuneo fiscale, per i redditi fino a 40 mila euro, previsto dalla legge 207 del 2024, ha visto migliaia di pensionati ricevere importi maggiorati che ora dovranno restituire, con trattenute che incideranno pesantemente sui cedolini di aprile. C’è il rischio che per molti pensionati l’assegno sia ridotto drasticamente, una situazione che crea grande incertezza economica e sociale.

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