Il Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza a scuola rivela come si fermi l’emergenza nelle scuole italiane, con 71 crolli, fra settembre 2024 e settembre 2025, un numero mai raggiunto negli ultimi otto anni, mentre si va a rilento sugli adeguamenti sismici in scuole inaccessibili o quasi per gli alunni con disabilità.
di Piero Mastroiorio —
Lo scorso 18 settembre 2025, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati a Roma, nella conferenza stampa di presentazione de “Scuole italiane: è tempo di sicurezza”, Cittadinanzattiva., ha fatto il punto sulla sicurezza strutturale delle scuole italiane, alla luce dei dati 2024/2025 presenti nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. L’aggiornamento degli stessi, ad opera del MIM, nello scorso agosto, fa seguito alla istanza di accesso civico promossa da Cittadinanzattiva verso il Ministero.

Nel corso della conferenza stampa, Cittadinanzattiva ha parlato di certificazioni di agibilità statica e di prevenzione incendi, interventi di adeguamento e miglioramento sismico, rassegna di crolli avvenuti nell’ultimo anno, fondi del PNRR e risorse derivanti dalle quote dell’8×1000 destinate all’edilizia scolastica. A scuola crollano calcinacci, intonaco, solai, soffitti, controsoffitti, talvolta, finestre, cornicioni e neon, non mancano cadute di alberi nei giardini. La sicurezza a scuola si scontra con la realtà di edifici nei quali i crolli continuano ad aumentare e solo per fortuna, o per caso, non ci sono vittime. Fra settembre 2024 e settembre 2025 nelle scuole italiane ci sono stati 71 crolli, un numero mai raggiunto negli ultimi 8 anni e ancora in aumento.
I crolli, quest’anno sono stati 29 nelle regioni del Sud e nelle Isole (40,8%), 23 in quelle del Nord (32,4%), 19 nelle regioni del Centro (26,8%). I crolli a scuola hanno provocato 19 feriti, dei quali 9 studenti, oltre che danni all’ambiente scolastico, interruzione della didattica e paura fra studenti e famiglie. Fortunatamente, i crolli sono avvenuti di notte, nel week end o in periodi di chiusura delle scuole.

Nella scuola l’emergenza crolli continua per una serie di ragioni che continuamente vengono ricordate e denunciate: la vetustà degli edifici scolastici e dei materiali con cui sono stati costruiti, la metà di essi ha circa 60 anni e il 49% è stato costruito prima del 1976, prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica; la manutenzione carente o assente; la riduzione degli investimenti nelle indagini diagnostiche su soffitti e solai; la scarsa tempestività degli interventi segnalati.
«L’aggiornamento dell’Anagrafe è il risultato di una azione da noi promossa, attraverso l’invio di una istanza di accesso civico rivolta a fine luglio al Ministero dell’Istruzione e del Merito, perché pubblicasse l’aggiornamento dei dati alle annualità 2024/2025.
Da anni ci battiamo perché sia garantito agli studenti e alle loro famiglie il diritto ad avere informazioni aggiornate e trasparenti circa la sicurezza degli istituti scolastici frequentati, nonché di una adeguata programmazione degli interventi attraverso i dati contenuti nella Anagrafe», ha detto Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, a proposito del punto fatto sullo stato dell’edilizia scolastica e della sicurezza a scuola, a partire dai dati ufficiali presenti nell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica e dall’analisi contenuta nel XXIII Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola”, che evidenzia, oltre ai crolli, anche, il dato sugli infortuni, in aumento. Gli infortuni occorsi nel 2024 agli studenti e certificati dall’INAIL sono stati 78.365, +7.463 rispetto all’anno precedente. Rispetto al 2023 gli infortuni sono aumentati del 10,53% .

C’è molto da fare sull’adeguamento sismico: su oltre 60.000 sedi scolastiche, 3.913 in Puglia, il 46%, pari a oltre 27.000 sedi, si trova in zone a elevata sismicità, ma solo il 4% delle scuole hanno avuto recenti interventi di adeguamento sismico e solo il 3,8% di miglioramento sismico. Una scuola su cinque non ha redatto il Documento di Valutazione dei Rischi e il Piano di Evacuazione, o non dato comunicazione. Ne è in possesso l’80% delle scuole. Il 59% degli edifici scolastici non è in possesso dell’agibilità, oltre 23.000 scuole, al 58,36% manca la prevenzione incendi, oltre 22.000 scuole; il collaudo statico è assente nel 42,09% dei casi.

La presenza di amianto negli edifici scolastici è un problema ancora irrisolto. Nel 2021 l’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, ha censito 2.292 edifici scolastici non ancora bonificati, pari al 4,3% degli istituti. Si stima che siano esposti circa 356.900 studenti e 50.000 membri del personale. La contaminazione non riguarda solo le coperture esterne, ma anche elementi interni come impianti elettrici e pavimentazioni in linoleum. Le città più interessate sono Torino con 66 scuole contaminate, Milano con 89 edifici, Genova con 154 istituti.
L’accessibilità della scuola agli studenti con disabilità evidenzia enormi carenze: solo il 41% degli edifici scolastici risulta accessibile per gli alunni con disabilità motoria. Nel 50% dei casi manca un ascensore o ne è presente uno non adatto al trasporto delle persone con disabilità. Mancano il servo scala interno (37%), i bagni a norma (26%) o le rampe interne per il superamento di dislivelli (25%). Più marcata la mancanza di ausili senso-percettivi destinati all’orientamento degli alunni con disabilità sensoriali: solo il 17% delle scuole dispone di segnalazioni visive per studenti con sordità o ipoacusia, mentre le mappe a rilievo e i percorsi tattili per gli alunni con cecità o ipovisione, sono presenti solo nell’1% delle scuole, dato dal Report Istat 2023/2024.

Non mancano nel Report dati relativi agli impianti di riscaldamento e condizionamento delle scuole che continuano a essere inadeguati. Il riscaldamento più diffuso nelle scuole è quello centralizzato a metano (69,14%), mentre solo 1.472 sedi scolastiche, pari al 2,45%, sono dotate di impianti solari termici. Si dibatte sul cambiamento e sull’ampliamento del calendario scolastico “scuole aperte d’estate”, ma solo il 7,42% delle scuole ha un impianto di condizionamento e ventilazione.
Dopo gli interventi previsti per le scuole dal PNRR e l’aumento delle quote dell’8×1000 destinate all’edilizia scolastica, arrivate nel 2024 a 59.000.000 di euro, Cittadinanzattiva chiede che si passi ad un intervento strutturale ed ordinario per garantire la sicurezza a scuola, nonché, di prevedere, con la prossima Legge di Bilancio, uno stanziamento di tre miliardi di euro in tre anni. «Un fondo che servirebbe per realizzare nuovi interventi di messa in sicurezza delle scuole, nuove indagini diagnostiche di soffitti e solai, per realizzare altre palestre e mense e per dotare finalmente di impianti di condizionamento tutte le 360mila aule scolastiche», spiga l’Associazione.

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