Ciao, Nicola, continuerai a vivere nei tuoi scatti, nei nostri ricordi e in ogni sguardo che saprà fermarsi un attimo in più, proprio come facevi tu.
di Piero Mastroiorio —

La scomparsa di Nicola Di Stefano, fotografo e amico caro, lascia un vuoto profondo non solo tra chi lo ha conosciuto personalmente, ma, anche, in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di osservare il Mondo attraverso il suo obiettivo. È difficile trovare le parole giuste, quando se ne va qualcuno che ha saputo raccontare la vita con sensibilità, discrezione e verità. Nicola, non era solo un fotografo, era un osservatore attento, un narratore silenzioso, una persona capace di cogliere l’anima delle cose e delle persone. Oggi, ricordando ciò che ha lasciato nei nostri cuori e nelle sue immagini, lo salutiamo con rispetto e gratitudine.
Nicola, Segretario cittadino della Democrazia Cristiana, Responsabile provinciale di FareAmbiente Food, collaboratore di questo giornale, il Campanile, impegnato in molte altre attività, era un fotografo, documentò accadimenti felici e tristi, amava la fotografia pubblicitaria, i diorami pubblicitari, natalizi e pasquali. La fotografia, per Nicola, era la vita. Emozione. Mai semplice tecnica. Era passione, ricerca, umanità. Ogni scatto nasceva dall’ascolto, dall’attesa del momento giusto, da quello sguardo curioso che lo accompagnava ovunque.

Che si trattasse di diorami, ritratti, reportage, fotografia pubblicitaria, artistica o paesaggi , le sue immagini avevano sempre una firma riconoscibile: autenticità. Attraverso la luce e le ombre, Nicola, riusciva a raccontare storie vere, senza artifici, dando dignità anche ai dettagli più semplici. Chi lo ha conosciuto da vicino, ricorderà la sua ironia, la sua risposta telefonica “prooonti…“, che annunciava un sorriso, anche se non lo vedevi, ti metteva di buon umore. Nicola, era, prima di tutto, un amico leale e generoso, sempre pronto a condividere un consiglio, un sorriso, una battuta, nei momenti più inaspettati. Aveva il dono raro di mettere le persone a proprio agio, qualità che si rifletteva, anche, nel suo lavoro. La sua assenza pesa, ma, il suo modo di essere, continua a vivere nei ricordi, nelle conversazioni interrotte troppo presto, nei progetti condivisi e in quelli solo immaginati.
Ci restano le sue immagini. Restano come testimonianza del suo sguardo sul Mondo, come frammenti di tempo che continueranno a parlare, anche, a chi non lo ha mai conosciuto di persona. Ogni fotografia è oggi un luogo di memoria, un ponte tra passato e presente. Guardarle significa ritrovarlo, anche solo per un istante, nel silenzio che solo l’arte sa creare. Salutare un amico fotografo significa anche dire grazie. Grazie per averci insegnato a osservare con più attenzione, grazie per aver trasformato attimi fugaci in ricordi eterni, grazie per la tua amicizia, la tua sensibilità, la tua umanità.
Ciao, Nicola, continuerai a vivere nei tuoi scatti, nei nostri ricordi e in ogni sguardo che saprà fermarsi un attimo in più, proprio come facevi tu.

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