Il CNDDU, Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, interviene nel dibattito sui compiti a casa e sul registro elettronico: «La valutazione è un atto pedagogico, non un semplice adempimento da calendario.».

di Redazione —

Il CNDDU, Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, interviene con decisione nel dibattito aperto dalle recenti indicazioni ministeriali relative alla programmazione delle verifiche, all’assegnazione dei compiti a casa e all’utilizzo del registro elettronico. «La questione va riportata alla sua effettiva dimensione pedagogica e ordinamentale, superando le logiche puramente burocratiche», secondo il coordinamento guidato dal professor Romano Pesavento.

Se da un lato l’esigenza di garantire agli studenti un carico di lavoro equilibrato è pienamente condivisibile, dall’altro il CNDDU avverte che questo obiettivo non può essere affidato a una regolazione meramente numerica delle verifiche. La sostenibilità dello studio dipende dalla natura delle prove, dalla loro complessità, dall’età degli alunni e dal percorso della classe. «La verifica è parte integrante del processo formativo regolato dal D.Lgs. 62/2017 e deve essere effettuata dai docenti nell’esercizio della propria autonomia professionale, in conformità con i criteri decisi dal Collegio dei docenti nel PTOF», ricorda il Coordinamento.

Il CNDDU solleva un problema di rappresentanza nel dibattito attuale, giudicando non pienamente adeguato che una questione così strettamente connessa alla didattica venga rappresentata prevalentemente attraverso la voce dei dirigenti scolastici. Sebbene il ruolo istituzionale e organizzativo dei presidi, regolato dall’Art. 25 del D.Lgs. 165/2001, sia fondamentale, esso non può sostituire la competenza dei docenti, i quali possiedono la conoscenza diretta dei processi di apprendimento dei ragazzi. La programmazione collegiale nei Consigli di classe deve prevenire i sovraccarichi, ma senza trasformarsi in automatismi che comprimono la libertà d’insegnamento.

Sul fronte dei compiti, il comunicato evidenzia la necessità di equilibrio e tempestività per permettere agli studenti di organizzare lo studio con sufficiente anticipo. In questo contesto, il registro elettronico deve rimanere uno strumento di comunicazione e documentazione, evitando di diventare un mezzo per ridefinire continuamente gli impegni oltre l’orario scolastico. Anche in questo caso, la congruità del lavoro non si misura solo sulla quantità, ma sulla sua funzione formativa.

In conclusione, il CNDDU invita a cogliere queste indicazioni ministeriali come un’opportunità per sviluppare una riflessione più approfondita sulla cultura della valutazione. La soluzione non sta nello stabilire quante prove si possano fare in un giorno, ma nel costruire una programmazione in cui autonomia professionale e collegialità cooperino per garantire un carico sostenibile. Su temi che toccano direttamente l’insegnamento, la professionalità docente deve essere pienamente riconosciuta come componente sostanziale dei processi decisionali.

errore: Content is protected !!