I dati ISTAT rivelano come nel 2021, siano in condizione di povertà assoluta poco più di 1.900.000 di famiglie per un totale di circa 5.600.000 individui, pertanto, la povertà assoluta si conferma ai massimi storici toccati nel 2020, mentre, per la povertà relativa l’incidenza sale all’11,1%, da 10,1% del 2020, con le famiglie sotto la soglia pari a circa 2.900.000, con 1.400.000 bambini.

di Piero Mastroiorio

Lo scorso 15 giugno 2022, l’ISTAT, Istituto di Statistica nazionale, ha rilasciato i dati relativi alle statistiche sulla povertà assoluta, un dramma che attanaglia l’Italia, relative all’anno 2021 che rivelano come in Italia siano in una in condizione di povertà assoluta poco più di 1.900.000 di famiglie, pari al 7,5% del totale, circa 5.600.000 di persone, cioè il 9,4% della popolazione, sottolineando che “la povertà assoluta conferma sostanzialmente i massimi storici toccati nel 2020, anno d’inizio della pandemia dovuta al Covid-19.”.
Per la povertà relativa l’incidenza sale all’11,1%, dal 10,1% del 2020 e le famiglie sotto la soglia sono circa 2.900.000, nel 2020 erano 2.600.000. Sono il 10% le famiglie che si trovano in povertà assoluta nel Mezzogiorno, mentre, sono il 6,7% nel Nord Italia e il 5,6% nel Centro Italia, con quasi 1.500.000 di bambini, tra cui 1.400.000 sono minori, in povertà assoluta, pari al 14,2% dei minori. Per il resto la povertà assoluta attanaglia più le fasce giovanili, che gli over 65, più le famiglie numerose e con bimbi piccoli, più gli stranieri, la cui incidenza, fra i residenti, è al 32,4%, era del 29,3% nel 2020.

La povertà assoluta è stabile rispetto al 2020, anno in cui ha raggiunto i massimi storici e riguarda, soprattutto, infanzia, giovani e famiglie numerose, come scrive l’ISTAT nel Report: «Facendo riferimento alla classe di età l’incidenza di povertà assoluta si attesta al 14,2%, poco meno di 1.400.000, fra i minori; all’11,1% fra i giovani di 18-34 anni, pari a 1.086.000 individui, rimane su un livello elevato, il 9,1%, anche, per la classe di età 35-64 anni, con 2.361.000, mentre si mantiene su valori inferiori alla media nazionale per gli over 65 (5,3%, interessando circa 743.000 persone.».
Nel 2021 peggiora la condizione delle famiglie più numerose: è in povertà assoluta quasi una famiglia su quattro fra quelle composte da cinque persone. In situazione difficile anche le famiglie con bambini: è in povertà assoluta quasi una famiglia su quattro fra chi ha tre figli minori, come sottolinea l’ISTAT: «Nel 2021, l’incidenza di povertà assoluta è più elevata tra le famiglie con un maggior numero di componenti: raggiunge il 22,6% tra quelle con cinque e più componenti e l’11,6% tra quelle con quattro; segnali di miglioramento provengono dalle famiglie di tre (da 8,5% a 7,1%) e di due componenti (da 5,7% a 5,0%). Il disagio è più marcato per le famiglie con figli minori, per le quali l’incidenza passa dall’8,1% delle famiglie con un solo figlio minore al 22,8% di quelle che ne hanno da tre in su.».

L’incidenza di povertà è più bassa (5,5%) nelle famiglie con almeno un anziano e si conferma al 3,6% tra le coppie in cui l’età della persona di riferimento della famiglia è superiore a 64 anni, nel caso di persone sole con più di 64 anni l’incidenza è pari al 5,1%, come si legge nel report: «In generale, la povertà familiare presenta un andamento decrescente all’aumentare dell’età della persona di riferimento; generalmente, infatti, le famiglie di giovani hanno minori capacità di spesa poiché dispongono di redditi mediamente più bassi e hanno minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati.».
Quindi, i giovani sono più poveri perché hanno redditi più bassi e non possono attingere a risparmi o eredità ed è «sempre molto difficile la condizione dell’infanzia», come scrive l’ISTAT, per sottolineare come la povertà assoluta continua a colpire duro soprattutto i minori, oltre il 14% dei bambini è in povertà., spiegando: «Nel 2021, la povertà assoluta in Italia colpisce 1.382.000 bambini, 14,2%, rispetto al 9,4% degli individui a livello nazionale. L’incidenza varia dall’11,4% del Centro al 16,1% del Mezzogiorno. Nel confronto con il 2020 le condizioni dei minori sono stabili a livello nazionale, ad eccezione del peggioramento osservato per i bambini dai 4 ai 6 anni che aumentano al 15,4% dal 12,8%.».

La povertà assoluta aumenta al crescere dei figli minori che ci sono in famiglia, tanto da avere un’incidenza va dal 6% per le coppie con un figlio minore, all’11,1% per quelle con due figli minori, e arriva al 20,4% per le coppie con tre o più figli minori, restando alta, anche, fra le famiglie monogenitore con minori (11,5%), con una situazione molto più difficile per i minori che vivono in famiglie immigrate, come sottolinea il report: «La cittadinanza gioca un ruolo importante nel determinare la condizione socio-economica della famiglia. Si attesta a 8,3% l’incidenza di povertà assoluta delle famiglie con minori composte solamente da italiani, mentre cresce al 36,2% (dal 28,6% del 2020) per le famiglie con minori composte unicamente da stranieri e arriva al 30,7% nel caso in cui nella famiglia in cui sono presenti minori ci sia almeno uno straniero, ben due volte e mezzo rispetto al valore medio delle famiglie con minori».

Per le Associazioni Consumatori i dati sono drammatici e ci si deve attendere una nuova ondata di povertà quest’anno dice il Codacons, che attraverso le parole del suo presidente, Carlo Rienzi, precisa: «Dati destinati purtroppo a peggiorare nel corso del 2022. Il caro-bollette, l’inflazione alle stelle e l’escalation dei carburanti stanno producendo una erosione dei redditi delle famiglie e una perdita di potere d’acquisto, spingendo verso la soglia della povertà un numero enorme di cittadini che non riesce più ad affrontare le spese quotidiane. Il Governo deve intervenire e deve farlo subito, bloccando la crescita di prezzi al dettaglio e tariffe e ricorrendo a misure straordinarie in considerazione dello stato di emergenza che caratterizza il 2022.».

«I dati restano drammatici. Si tratta dei secondi valori peggiori di sempre, con un aggravamento anche rispetto al 2018, ossia all’anno del precedente primato, prima della catastrofe del 2020, per via del Covid e dei lockdown e prima del miglioramento del 2019, per via dell’introduzione del reddito di cittadinanza. Rispetto al 2018, quando le famiglie povere erano 1.822.000, nel 2021 aumentano del 7,6%, gli individui poveri salgono del 10,5%, passando da 5.040.000 a 5.571.000. Insomma, è come se il reddito di cittadinanza, che aveva nettamente migliorato la condizione di povertà nel 2019, non esistesse più e avesse perso ogni efficacia di contrasto alla povertà», commenta il presidente dell’UNC, Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona.

Per Assoutenti i dati ISTAT sulla povertà dimostrano gli enormi divari esistenti in Italia sul fronte di redditi e ricchezza, affermando, attraverso le parole del suo presidente, Furio Truzzi, che: «E’ semplicemente assurdo che, mentre in Italia il tasso di povertà assoluta raggiunge il 10% nel Mezzogiorno, ci siano grandi gruppi che si arricchiscono grazie alle difficoltà economiche dei cittadini. Basti pensare al settore dell’energia, dove le società di luce e gas hanno registrato utili record tra le fine del 2021 e l’inizio del 2022 grazie all’esplosione dei prezzi energetici, mentre, le famiglie hanno subito un sensibile impoverimento a causa di bollette abnormi. Un Paese dove i cittadini sono sempre più poveri e le grandi imprese sempre più ricche non è un paese sano né civile e la situazione rischia di esplodere nel 2022 a causa del perdurare dell’emergenza prezzi che avrà nuovi effetti negativi sul tasso di povertà. Per tale motivo chiediamo al Governo di intervenire affinché vi sia una redistribuzione più equa della ricchezza, operando in modo più incisivo sugli extra-profitti miliardari delle società energetiche a vantaggio di prezzi più equilibrati di luce e gas.».

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