FIORE: «In Italia sono censite più di 34.000 cavità naturali e circa tra 50 e 100 le grotte attrezzate e messe in sicurezza, per l’apertura al pubblico. Il carsismo in Italia rappresenta molto più di un paesaggio suggestivo. La complessa dinamica di interazione tra le azioni naturali e l’impatto antropico pone questi ambienti di fronte a criticità strutturali che richiedono risposte non più rinviabili.».

di Redazione —

Si é tenuto lo scorso 11 settembre 2026 un incontro organizzato dalla ISPRA, Società Italiana di Geologia Ambientale, Consiglio Nazionale dei Geologi, Società Geografica Italiana, Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia, Società Speleologica Italiana, a cui sono intervenuti, tra gli altri, Roberto Troncarelli –  Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Claudio Cerreti, Presidente della Società Geografica Italiana, Sergio Orsini, Presidente Società Speleologica Italiana, Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale e Laura Melelli dell’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia, per celebrare la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, una Giornata Internazionale UNESCO.

«In Italia sono censite più di 34.000 cavità naturali, ma il loro numero è in evoluzione. Sono circa tra 50 e 100 le grotte attrezzate e messe in sicurezza, per l’apertura al pubblico. In occasione della prima “Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo”, indetta dall’UNESCO, la SIGEA-APS promuove questa Giornata di studi per richiamare l’attenzione su una componente straordinaria e al contempo estremamente vulnerabile del nostro territorio: gli ambienti carsici.

Il carsismo in Italia rappresenta molto più di un paesaggio suggestivo: con i suoi articolati sistemi ipogei di circolazione idrica e le sue caratteristiche forme epigee di modellamento del territorio, esso costituisce l’ossatura della nostra principale riserva idrica strategica, oltre a ospitare ecosistemi fragili e un patrimonio di inestimabile valore culturale, archeologico e turistico. Tuttavia, la complessa dinamica di interazione tra le azioni naturali e l’impatto antropico pone oggi questi ambienti di fronte a criticità strutturali che richiedono risposte non più rinviabili.

Per affrontare tali sfide, abbiamo voluto strutturare questo momento di confronto multidisciplinare partendo anzitutto dal rafforzamento della conoscenza, intesa come stato dell’arte della ricerca geomorfologica, idrogeologica e biologica, indispensabile per comprendere a fondo il funzionamento dei sistemi carsici. A questo pilastro si affianca il tema della tutela, che mira a definire metodologie e politiche di salvaguardia ambientale e paesaggistica sempre più efficaci. Infine, poniamo al centro il principio dello sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di integrare pienamente la risorsa carsica nelle strategie di pianificazione territoriale e uso del suolo, coniugando la gestione consapevole delle acque con la valorizzazione socio-economica e la fruizione turistica sostenibile.

L’intento della giornata va oltre la semplice analisi teorica: vogliamo creare una vera e propria occasione di confronto tra ricercatori, professionisti, enti di gestione, amministratori pubblici e associazioni speleologiche. Soltanto da una stretta sinergia tra competenze diverse potranno nascere raccomandazioni e linee guida concrete per una gestione efficace, consapevole e condivisa del nostro patrimonio carsico italiano», ha etto a riguardo Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale.

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