Cittadinanzattiva ha presentato alla Camera il XXIV Rapporto sulla sicurezza: edifici vecchi in aree a rischio frane e alluvioni, infortuni in aumento e solo una scuola su 13 ha l’aria condizionata.

di Redazione —

Il XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, presentato lo scorso 9 settembre 2026 da Cittadinanzattiva presso la Camera dei Deputati, denuncia una sicurezza traballante tra aumento di crolli e infortuni, oltre a un’evidente impreparazione dinanzi alla crisi climatica, con aule roventi e invivibili. Da settembre 2025 ad agosto 2026 si sono registrati 68 crolli nelle scuole italiane, in media uno ogni cinque giorni di scuola, causati principalmente dalla caduta di calcinacci, intonaco e distacchi di controsoffitti. Gli episodi hanno provocato 12 feriti e pesanti disagi alle famiglie.

Parallelamente, crescono le denunce all’INAIL per infortuni agli studenti: oltre 80.000 casi nel 2025 (+3,8%), verificatisi per il 97% durante le normali attività scolastiche. Il dato parziale dei primi cinque mesi del 2026 (47.748 denunce) conferma il trend in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Preoccupa soprattutto il bilancio delle vittime, salite a 10 nei primi mesi del 2026 rispetto alle 8 dello stesso periodo del 2025.

Gli istituti scolastici italiani scontano un’età media elevata (circa 60 anni) e il 49% è stato costruito prima del 1976, ovvero prima dell’introduzione delle norme antisismiche. La localizzazione geografica aggrava la situazione:

  • Il 44% delle scuole si trova in zone ad elevata sismicità.
  • Oltre 7.500 edifici ricadono in aree a pericolo alluvione.
  • Ben 5.113 complessi sorgono in zone a rischio frana.

In totale, sono oltre 1.800.000 gli studenti potenzialmente coinvolti da rischi idraulici e geologici.

Resta drammatico il nodo dell’accessibilità: solo il 40% delle scuole è accessibile agli alunni con disabilità motoria, con la metà delle strutture priva di ascensori idonei. La situazione peggiora per le disabilità sensoriali: i sussidi per studenti con ipoacusia sono presenti appena nel 16,5% dei casi, mentre percorsi tattili e mappe a rilievo per non vedenti si fermano a un misero 1,2%.

A tutto questo si aggiunge l’impatto del cambiamento climatico. L’OMS Europa ha definito le scuole delle vere e proprie “trappole di calore”, dove nei mesi di giugno e luglio si superano i 32 gradi durante gli esami di Stato. Nonostante l’emergenza, solo il 7,42% delle scuole (1 su 13) è dotato di un impianto di condizionamento o ventilazione. «I dati evidenziano una situazione critica che non possiamo più ignorare. Agli storici problemi di manutenzione si aggiungono gli effetti del dissesto del territorio e del caldo estremo», ha detto Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva.

Per fronteggiare l’emergenza, l’associazione chiede al Governo un investimento costante per l’edilizia scolastica di almeno 1 miliardo di euro all’anno (di cui la metà destinata a un piano straordinario di adattamento climatico), oltre all’obbligo di inserire nei piani di emergenza le prove di evacuazione per alluvioni e terremoti.

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