di Redazione —

Le Associazioni dei consumatori accolgono con forte preoccupazione i dati diffusi lo scorso 16 ottobre dall’ISTAT: a settembre l’inflazione balza del 4,2% su base annua. Si prospetta una stangata generalizzata per i nuclei familiari, già alle prese con il caro carburanti, con ripercussioni stimate fra i 1.400 e i quasi 2.000 euro a famiglia, a seconda del numero dei componenti. Una batosta per le famiglie, un autunno caldo sul fronte dei prezzi e la consapevolezza che sarà anche peggio quando arriverà la stagione fredda e verranno accesi i riscaldamenti. Sul banco degli imputati finiscono ancora una volta i beni energetici, con i rialzi di luce e gas che trainano i prezzi al dettaglio. Secondo l’analisi del Codacons, la stangata sarà di 1.389 euro annui per la famiglia “tipo”, e raggiungerà i 1.918 euro per un nucleo con due figli.

I dati evidenziano rincari insostenibili:

  • Gas sul mercato tutelato: registrato un incremento annuo del +47% (+16,7% sul mercato libero).
  • Elettricità sul mercato libero: rincari medi del +22,5%.
  • Carburanti: nell’ultimo mese il gasolio è rincarato del +34,9% su base annua, mentre la benzina segna un +21,8%.

L’incremento tariffe si registra alla vigilia della stagione termica, rendendo l’impatto sui consumi invernali ancora più pesante.

Ortofrutta fuori controllo e l’allarme dell’UNC, Unione Nazionale Consumatori, che, con il suo presidente, Massimiliano Dona, parla di un’escalation allarmante e paventa un “Natale in bianco“, denunciando una stangata senza precedenti per frutta e verdura. Tra i maggiori rincari mensili spiccano i prodotti ortofrutticoli con rialzi parossistici: in un solo mese i pomodori crescono del +21,1% e le zucchine del +16,7%, seguiti da incrementi tra il 12% e il 15% per cetrioli, frutti di bosco, spinaci e carciofi. A incidere sono i costi di trasporto, il caro carburanti per i trattori e l’elettricità per le catene del freddo. La preoccupazione maggiore riguarda il futuro: è solo questione di tempo prima che anche le industrie di trasformazione alimentare trasferiscano i costi energetici sui prezzi finali dei beni lavorati.

Di fronte a questo scenario, le associazioni avanzano richieste precise all’esecutivo per proteggere i bilanci domestici:

  • Federconsumatori chiede un bonus energia più consistente ed esteso, un Fondo di contrasto alla povertà energetica e controlli severi contro le speculazioni di filiera.
  • Assoutenti lancia l’allarme per gli effetti della crisi internazionale e chiede interventi immediati come il taglio dell’Iva e degli oneri di sistema in bolletta, insieme alla proroga del Servizio a Tutele Graduali fino al 2027.
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