La valutazione di Cittadinanzattiva riguardo il Bollettino AGENAS sul monitoraggio delle liste di attesa, che rivela come, nei primi sei mesi del 2026, siano state erogate oltre 1.600.000 di prestazioni sanitarie in più, ma restano, ancora, 2.800.000 fatte oltre i tempi di garanzia.
di Redazione —
Mentre, il monitoraggio sulle Liste di Attesa, diffuso, nei giorni scorsi, da AGENAS, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, fa il punto della situazione rivelando come nei primi sei mesi del 2026 siano state erogate oltre 1.600.000 di prestazioni sanitarie in più rispetto allo scorso anno, ma ci sono ancora 2.800.000 prestazioni, fra visite mediche ed esami diagnostici, effettuati oltre i tempi di garanzia, il bollettino AGENAS analizza le prenotazioni erogate dalle Aziende sanitarie per le 14 prime visite specialistiche e i 22 esami diagnostici previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019-2021, valutando il rispetto dei tempi massimi di erogazione per tutte le classi di priorità, Urgente, Breve, Differita e Programmata, per Cittadinanzattiva la Piattaforma AGENAS restituisce una fotografia con “più ombre che luci”.

I numeri dicono che, nei primi sei mesi del 2026, le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate hanno erogato nei tempi di garanzia 1.600.000 di visite mediche ed esami in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento dell’attività erogata: le prenotazioni passano da 13.300.000 nel primo semestre 2025 a 14.900.000 nel primo semestre 2026, con oltre 1.600.000 di prestazioni in più garantite entro i tempi previsti. Non manca una tendenza al miglioramento sia per le prime visite che per gli esami diagnostici. Sempre nei primi sei mesi del 2026, la percentuale del rispetto dei tempi di attesa per le prime visite è pari al 78,5%, in crescita rispetto al 76,4% del 2025 e, anche, per gli esami diagnostici si rileva una crescita con una percentuale che passa dall’82,8% all’84,6%.
Nota dolente, sempre per i primi sei mesi dell’anno, sono le 2.811.000 prestazioni erogate oltre i tempi massimi, le prenotazioni fatte oltre i termini di garanzia che hanno fatto segnare 1.440.000 per le prime visite e 759.000 per gli esami diagnostici, cui si aggiungono oltre 600.000 prestazioni erogate con ritardi contenuti rispetto al limite massimo. In generale l’attesa è più contenuta per le visite urgenti mentre può superare i i 300 giorni per le prestazioni che in ricetta sono contrassegnate come P (programmate) e che andrebbero erogate entro 120 giorni.

«Nonostante il miglioramento, siamo ancora ben al sotto della percentuale di rispetto dei tempi di attesa che, come indicato dal Piano nazionale di Governo sulle liste di attesa, deve essere garantito nel 90% per ogni singola prestazione. A fine giugno, invece, a rispettare questo vincolo è il 78,5% delle prime visite e all’84,6% degli esami diagnostici. E’ prioritario inserire informazioni sui percorsi di garanzia, sui tempi di attesa per le visite di controllo, un’analisi sui tempi nelle singole Asl e l’estensione delle prestazioni monitorate», commenta Cittadinanzattiva.
«Si tratta di numeri in miglioramento rispetto al primo semestre 2025, ma le inefficienze del sistema rimangono evidenti, a partire dall’elevato numero di prestazioni erogate oltre le soglie di garanzia, che sono circa 1.440.000 di prime visite e circa 759.000 esami diagnostici. Su 14 prime visite monitorate, solo quella oncologica supera lo standard del 90% di rispetto dei tempi di garanzia e 6, visita endocrinologica, neurologica, gastroenterologica, urologica, oculistica e dermatologica, restano ancora al di sotto anche dell’80%. Su 22 esami diagnostici monitorati, 5 superano la soglia del 90% di rispetto dei tempi stabiliti dai codici di priorità, e 3, elettromiografia, esofagogastroduodenoscopia, colonscopia, si collocano al di sotto dell’80%», spiega Cittadinanzattiva.

«Il numero di prestazioni monitorate è limitato a 14 tipi di prime visite e 22 esami ed esclude molte altre prestazioni, fra le quali cui RX torace, ecografia tiroidea, RM colonna vertebrale, la visita geriatrica o fisiatrica, reumatologica, psichiatrica, ematologica e, soprattutto, i dati sulle visite di controllo, fondamentali per la gestione dei malati cronici. Inoltre, la Piattaforma non fornisce i dati disaggregati per singola ASL e manca, ancora, dato fondamentale per i cittadini, la possibilità di ottenere le informazioni relative all’attivazione dei percorsi di garanzia o ai motivi delle mancate accettazioni che nella maggioranza dei casi dipendono da rinuncia per luoghi lontani o tempi incompatibili con le esigenze di cura del cittadino. Senza contare le disuguaglianze territoriali, che rimangono marcate», rivela, ancora, Cittadinanzattiva.
Cittadinanzattiva nel segnalare la positiva introduzione della mappatura delle buone pratiche per contenere i tempi di attesa: «Soluzioni come l’algoritmo sviluppato in Piemonte per la riassegnazione automatica degli slot inutilizzati e l’intervento della Toscana sull’appropriatezza prescrittiva in ambito dermatologico sono esperienze utili che dimostrano la bontà di alcuni interventi organizzativi», spiega come «in Piemonte, un algoritmo migliora la gestione di prenotazioni e urgenze, consentendo alle richieste di prenotazioni, con priorità più urgenti, di utilizzare gli slot rimasti liberi, inizialmente riservati a priorità inferiori. Un’altra funzione è riservata a specifiche categorie di accesso e, 72 ore o 48 ore prima dell’assegnazione dell’appuntamento, rende disponibili per tutti gli assistiti gli slot rimasti non prenotati, aumentando le possibilità di trovare un appuntamento alle classi di priorità più urgenti.».

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