di Redazione —

Un divario di genere che, con poche eccezioni, persiste nel tempo e l’Italia risulta essere il Paese in cui questa distanza è più ampia e più radicata, é la fotografia scattata dall’ultimo studio internazionale IEA Timss 2023 Longitudinal Study, che fissa una realtà preoccupante per ricercatori e scuole di tutta Europa: nella maggior parte dei Paesi, i bambini ottengono risultati medi più alti in matematica rispetto alle bambine nella quarta e quinta classe della scuola primaria.

Tra i Paesi coinvolti, solo la Giordania non presenta differenze statisticamente significative tra maschi e femmine nei due anni scolastici considerati. In tutto il resto del Mondo emerge un divario costante: i bambini ottengono punteggi matematici superiori già a 9-10 anni. L’Italia, si distingue, per una peculiarità negativa: il gap è il più alto in assoluto e non mostra segnali di riduzione. Secondo i dati Timss, nel nostro Paese i maschi superano le coetanee in media di 21 punti sia in quarta sia in quinta primaria. Uno scarto che risulta statisticamente significativo in ogni area geografica. Nel dettaglio:

  • Nord-Ovest: divario stabile a 17 punti nel 2023 e nel 2024.
  • Centro: area più critica, con un distacco che sale a 32 punti nel 2023 e addirittura a 33 punti nel 2024.
  • Resto del Paese: ovunque si conferma una superiorità dei risultati dei bambini, con punteggi più alti in entrambe le classi analizzate.

Le ricercatrici, INVALSILaura Palmerio ed Elisa Caponera, definiscono il dato italiano “un triste primato”, sottolineando che non solo lo scarto è il più ampio tra i Paesi analizzati, ma non tende a diminuire nel tempo. Il fatto che il gap emerga già nella scuola primaria fa riflettere su cause profonde: stereotipi
culturali, approcci didattici non equi, aspettative familiari diverse per maschi e femmine, e una fiducia nelle proprie capacità che spesso penalizza le bambine.

Gli esperti ricordano che questi divari non riflettono differenze innate, ma effetti cumulati di contesti, messaggi impliciti e opportunità educative. Per questo, secondo gli analisti, è necessario intervenire con:

  • didattiche inclusive e orientate alla partecipazione,
  • percorsi formativi per docenti sul gender gap,
  • attività di empowerment matematico rivolte alle bambine,
  • un monitoraggio costante nelle scuole.

I nuovi dati Timss indicano con chiarezza che l’Italia non può limitarsi a prendere atto della situazione: occorre una strategia nazionale che affronti il divario di genere in matematica come una priorità educativa, con interventi continui e non episodici. Contrastare stereotipi e disuguaglianze fin dalla primaria significa costruire le basi per pari opportunità future, soprattutto nelle discipline STEM.

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