Il quadro di Save the Children disegnato per il Safer Internet Day rivela come per il 47% degli adolescenti è stato vittima di cyberbullismo e come l’intelligenza artificiale faccia parte della vita quotidiana, tanto che molti chiedono consigli su temi importanti e supporto emotivo.
di Redazione —
Save the Children, in occasione del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in rete, istituita e promossa dalla Commissione europea, che si celebra quest’anno, oggi,10 febbraio, vuole essere un momento importate per far riflettere i giovani sull’uso consapevole della rete e sul ruolo attivo di ciascuno per realizzare Internet come luogo sicuro, ricorda che i giovani si muovono online fra cyberbullismo e intelligenza artificiale. Oltre il 47% degli adolescenti fra i 15 e i 19 anni è stato vittima di cyberbullismo.

Mentre, l’intelligenza artificiale è sempre più presente nella vita quotidiana e viene usata non solo come supporto allo studio, ma anche per prendere decisioni importanti, confrontarsi su temi personali o chiedere aiuto. Oltre quattro adolescenti su dieci affermano di aver chiesto aiuto a strumenti di intelligenza artificiale in momenti in cui si sentivano soli, ansiosi o tristi. E il 42,8% lo ha fatto per chiedere consigli su scelte importanti che coinvolgono scuola, lavoro, sentimenti.
Save the Children nel ricordare le dimensioni del fenomeno, aumentato dopo la pandemia, che vede i giovani online scontrarsi con un cyberbullismo sempre più frequente, insieme all’incitamento all’odio online, alla diffusione di immagini intime senza consenso e a diversi abusi digitali, sottolinea come
- Il 47,1% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni ha subito cyberbullismo: messaggi offensivi, insulti o minacce online, oppure l’esclusione da chat e gruppi sul web;
- Secondo l’indagine Istat 2023, quasi il 20% dei 14-19enni ha vissuto più volte al mese episodi offensivi, aggressivi o di esclusione, sia online che offline.
- L’1,5% ha dichiarato di aver subito minacce e aggressioni fisiche ripetute.
L’intelligenza artificiale fa parte della vita quotidiana degli adolescenti. I chatbot come Chat GPT, Claude e Dixit sono gli strumenti più diffusi, seguiti da traduttori automatici e assistenti vocali. Gli adolescenti fanno ricorso all’IA per studio, scrittura e ricerca di informazioni, ma anche per supporto emotivo: apprezzano che sia sempre disponibile e non giudichi, tanto che una parte significativa preferisce confrontarsi con uno strumento digitale piuttosto che con una persona reale. L’AI intercetta richieste di aiuto su problemi sentimentali, di salute, o per avere supporto psicologico.

L’indagine di Save the Children con CSA Research evidenzia che il 92,5% degli adolescenti utilizza strumenti di intelligenza artificiale. I motivi principali sono la ricerca di informazioni (35,7%) e l’aiuto nello studio e nei compiti (35,2%). Il 41,8% degli adolescenti, poco più di due su cinque, ha chiesto aiuto all’AI in momenti di tristezza, ansia o solitudine. Altri risultati importanti:
- Il 7,1% degli adolescenti usa l’IA per migliorare il proprio benessere e il 4,2% per trovare compagnia;
- Per quasi la metà degli adolescenti intervistati (49,1%), l’uso dell’IA è considerato fondamentale, mentre il 47,1% pensa che usarla di più potrebbe aiutarlo molto nella vita personale. Le caratteristiche più apprezzate sono il fatto che sia sempre disponibile (28,8%) e che abbia molte conoscenze (24,5%). Alcuni ragazzi apprezzano anche il fatto che l’IA li capisca e li tratti bene (14,5%) e che non li giudichi (12,4%);
- Tra chi utilizza strumenti di intelligenza artificiale, oltre la metà (58,1%) ha chiesto consigli su questioni serie e importanti della propria vita, spesso nel 14,3% dei casi e qualche volta nel 43,8%. Il 63,5% ha trovato più soddisfacente parlare con un’IA rispetto a una persona reale, spesso per il 20,8% e qualche volta per il 42,7%.
Con quasi la metà degli adolescenti (48,4%) che ha condiviso con l’IA informazioni della propria vita reale, il quadro restituisce l’ampiezza della sfida: saper usare le opportunità di crescita, informazione e partecipazione offerte dalla tecnologia nella consapevolezza e prevenzione dei rischi, per un uso sicuro e critico degli strumenti digitali, tanto più importante quando si parla appunto di bambini e adolescenti.

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