I dati INAIL rivelano un aumento dei decessi e un +5,2% di denunce complessive. Il CNDDU propone un Protocollo nazionale al Ministro Valditara: «Basta burocrazia, servono controlli reali».
di Redazione —
In occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro svoltasi lo scorso 11 ottobre 2026, il CNDDU, Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, presieduto dal prof. Romano Pesavento, ha lanciato un forte appello sulla sicurezza negli istituti scolastici italiani con l’obiettivo di superare una gestione puramente documentale della sicurezza, focalizzandosi sulla reale prevenzione dei rischi per gli studenti.

I dati diffusi dall’INAIL il 9 ottobre 2026 delineano un quadro preoccupante: nei primi otto mesi dell’anno sono state presentate 12 denunce di infortunio con esito mortale riguardanti studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Un dato in netto aumento rispetto ai sette decessi registrati nello stesso periodo del 2025. Anche le denunce complessive sono aumentate del 5,2%, passando da 50.232 a 52.849 segnalazioni. Sebbene si tratti di rilevazioni provvisorie, i numeri evidenziano l’urgenza di monitorare a fondo le condizioni ambientali in cui si svolge la vita scolastica e formativa nel nostro Paese.
L’identikit degli infortuni nelle scuole mostra trend molto precisi:
- Età: circa tre denunce su quattro riguardano studenti sotto i 15 anni.
- Luogo: il 97% degli infortuni avviene durante le attività scolastiche, mentre il restante 3% si verifica in itinere, cioè, durante gli spostamenti.
- Geografia del rischio: la Lombardia concentra il 24% delle segnalazioni nazionali, seguita da Emilia-Romagna (13%), Veneto (12%) e Piemonte (10%).
Per quanto riguarda i percorsi di formazione scuola-lavoro, le denunce sono state 624, segnando una diminuzione del 49% rispetto al 2025. L’istituto specifica che i 12 casi mortali colpiscono l’intera popolazione studentesca assicurata e non sono quindi imputabili esclusivamente all’alternanza scuola-lavoro.

Secondo il CNDDU, la regolarità formale delle carte non garantisce la sicurezza degli edifici: spesso una criticità risolta sulla carta si ripresenta nel tempo perché l’intervento non ha aggredito le cause profonde del problema o perché è mancato un successivo controllo di efficacia. Per spezzare questo cerchio, il Coordinamento propone l’introduzione sperimentale di un Protocollo nazionale di verifica preventiva e risoluzione documentata delle criticità scolastiche. L’iniziativa punta ad associare a ogni rischio individuato un intervento mirato, responsabilità chiare e verifiche successive per accertare che il pericolo sia stato eliminato stabilmente.
L’elemento cardine della proposta prevede anche controlli tecnici indipendenti a campione sugli interventi dichiarati conclusi, tutelando le competenze dei presidi e degli enti locali proprietari degli immobili, senza aggiungere nuova burocrazia. La sperimentazione richiederebbe una sinergia tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’INAIL e le amministrazioni locali. Per questa ragione, il CNDDU ha ufficialmente proposto al Ministro Giuseppe Valditara l’avvio di un progetto pilota nazionale per testare l’efficacia delle misure e unificare le procedure di gestione del rischio. La Giornata nazionale del mondo del lavoro ha ricordato a tutti che la sicurezza non si esaurisce firmando moduli o adempiendo a obblighi formali: il vero metro di valutazione deve basarsi esclusivamente sui rischi concretamente eliminati e sulla stabilità della tutela dei nostri studenti.

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