Secondo i dati forniti da Confcooperative, il 63% del giro d’affari cooperativo del comparto è oggi concentrato nelle 25 imprese più grandi, mentre il sistema nel suo complesso raccoglie il 65% del latte prodotto in Italia e realizza il 70% della produzione dei principali formaggi DOP e, anche le esportazioni confermano la vitalità del settore.
di Redazione —
L’ISMEA, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, sulla base degli ultimi dati disponibili, ha tracciato un quadro dettagliato del settore in occasione dell’evento “Think Milk, Taste Europe, Be Smart”, la campagna promossa dal comparto lattiero-caseario di Alleanza delle Cooperative Italiane e realizzata da Confcooperative con il cofinanziamento della Commissione europea, ha rivelato come con 29.000.000.000 di euro complessivi di valore, tra allevamento e trasformazione, la filiera di latte e formaggi, si conferma uno dei motori più solidi dell’economia agroalimentare nazionale. La fase di allevamento genera 7.100.000.000 di euro, mentre la trasformazione industriale raggiunge i 21.800.000.000 di euro, con un incremento del 9% rispetto all’anno precedente, che porta il lattiero-caseario al primo posto per fatturato dell’industria alimentare italiana.

L’Italia si colloca al quinto posto in Europa per produzione di latte bovino, con oltre 13.000 tonnellate consegnate ogni anno, 23.000 allevamenti attivi e circa 1.700.000 di vacche da latte. Negli ultimi dieci anni, però, il settore ha vissuto una profonda trasformazione: le aziende di piccole dimensioni sono progressivamente scomparse, lasciando spazio a un processo di concentrazione e aggregazione produttiva. Le imprese con oltre 500 capi, pur rappresentando meno del 5% del totale, gestiscono circa un terzo dei capi da latte. Un cambiamento che, secondo Ismea, riflette l’esigenza di maggiore competitività e sostenibilità economica in un mercato globale sempre più selettivo.
Secondo i dati forniti da Confcooperative, il 63% del giro d’affari cooperativo del comparto è oggi concentrato nelle 25 imprese più grandi, mentre il sistema nel suo complesso raccoglie il 65% del latte prodotto in Italia e realizza il 70% della produzione dei principali formaggi DOP. Il comparto cooperativo conta inoltre 17.000 stalle, 540 imprese di trasformazione e oltre 13.000 lavoratori, una filiera che rappresenta un presidio economico e occupazionale diffuso su tutto il territorio.

Anche le esportazioni confermano la vitalità del settore. Dopo aver raggiunto nel 2024 5.400.000.000 di euro di valore e 660.000 tonnellate esportate, il comparto ha registrato nel primo semestre 2025 un +15,7% in valore e un +5% in volume. Il trend positivo riguarda in particolare i formaggi DOP e i prodotti a marchio di qualità, che continuano a trainare la reputazione del made in Italy agroalimentare nel mondo. Questi risultati, evidenzia Ismea, dimostrano come la competitività del lattiero-caseario italiano dipenda non solo dalla qualità del prodotto, ma anche dalla capacità di innovare, aggregare e internazionalizzare le imprese.
Il settore lattiero-caseario italiano, oggi, più che mai, rappresenta un asse strategico per l’economia agricola nazionale: con numeri da primato, un tessuto cooperativo forte e una crescente proiezione sui mercati esteri, si conferma una filiera d’eccellenza capace di unire tradizione, tecnologia e sostenibilità. Le sfide per il futuro restano chiare: rafforzare l’aggregazione, sostenere la transizione ecologica delle aziende agricole e promuovere politiche di settore stabili e lungimiranti.

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