Oltre la metà dei genitori alterna testi nuovi e usati per contenere le spese, rivela un’indagine Altroconsumo, anche se restano problemi legati a edizioni diverse, qualità dei libri e difficoltà di reperimento.
di Redazione —
I dati di un’indagine condotta, a luglio 2025, da Altroconsumo su un campione di oltre mille genitori, rivela come la scelta di acquistare libri usati si accompagna spesso a problemi e disagi, nonché, fotografa abitudini consolidate, difficoltà ricorrenti e scelte sempre più orientate al risparmio. Quasi un terzo dei genitori con figli alla scuola secondaria di primo grado (31%) ha acquistato solo libri usati per l’anno scolastico 2024-25. La quota, pur scendendo al 26%, tra chi ha figli alla scuola secondaria di secondo grado, resta significativa. Se si aggiunge chi alterna nuovo e usato, tendenza che si prevede resti stabile anche per l’anno scolastico che sta per iniziare, più della metà delle famiglie prova almeno in parte a contenere i costi.

Il motivo principale è chiaro: il risparmio economico, indicato dal 91% dei rispondenti. A questo, però, si aggiunge un elemento sempre più sentito: evitare sprechi e ridurre l’impatto ambientale (46%). C’è anche chi ritiene che tra le edizioni non ci siano differenze sostanziali o che i libri vengano usati poco da ragazzi e ragazze e quindi non valga la pena comprarli nuovi.
Anche se il mercato dell’usato é in crescita, perché molti genitori preferiscono acquistare libri nuovi?
Prima di tutto le edizioni differenti, che rischiano di creare confusione con i materiali richiesti dagli insegnanti (51%), poi le condizioni spesso scadenti dei testi usati (39%). C’è anche chi sottolinea la mancanza di supporti multimediali o la comodità di ordinare tutti i libri in blocco in un unico punto vendita. In altre parole, tra risparmio e praticità, le famiglie si muovono in un equilibrio difficile da trovare.
Quando si tratta di acquistare libri scolastici usati, le famiglie si dividono quasi a metà tra negozio fisico e piattaforme online. Per i libri nuovi la situazione è diversa: il negozio resta la prima scelta (43%), ma cresce anche il ricorso ai canali online, soprattutto tra le famiglie più giovani. Anche qui Libraccio.it guida la classifica, seguito da Amazon e dalle principali catene di supermercati e librerie..
Dai dati del sondaggio di Altroconsumo emerge un quadro chiaro: acquistare i libri scolastici è un impegno significativo non solo in termini di spesa, ma anche di tempo e organizzazione. Se da un lato cresce la sensibilità al risparmio e alla sostenibilità, dall’altro il mercato continua a presentare ostacoli che rendono complicata la vita dei genitori. In fine, l’indagine dimostra come il percorso verso un sistema di distribuzione dei libri scolastici più equo, accessibile e privo di disservizi è ancora lungo.

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