di Redazione

Via libera preliminare di Palazzo Chigi alla rivoluzione della viabilità italiana: il Consiglio dei Ministri ha approvato, lo scorso 13 ottobre 2026, il decreto legislativo che introduce il nuovo Codice della Strada, su proposta del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Il testo punta a digitalizzare i documenti, inasprire i controlli sui comportamenti pericolosi e regolamentare la nuova mobilità. L’entrata in vigore ufficiale, dopo i pareri parlamentari, è fissata per il 1° gennaio 2028. La novità più evidente per le tasche degli automobilisti è una generale razionalizzazione al ribasso delle multe, voluta dal ministero per contrastare l’impatto dell’inflazione:

  • I minimi edittali più comuni da 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro.
  • Le sanzioni da 83 e 87 euro vengono ridotte a 80 euro.
  • Viene introdotto un criterio progressivo per l’eccesso di velocità, legato a ogni singolo chilometro orario oltre il limite.

A tutela dei conducenti, i Comuni avranno solo 45 giorni, anziché 90, per notificare i verbali accertati da remoto. Sul fronte opposto, scatta la tolleranza zero contro la guida senza polizza: per chi circola senza assicurazione è previsto il divieto di circolazione a tempo indeterminato. La riforma introduce una forte spinta alla semplificazione burocratica, superando l’obbligo di portare con sé i documenti cartacei: patente e carta di circolazione potranno essere esibite in formato digitale tramite smartphone.

Cambiano anche i limiti anagrafici: viene innalzata da 50 a 65 anni l’età massima per il rinnovo decennale della patente B (gruppo 1). Per chi svolge attività di trasporto professionale, il limite per esercitare sale da 68 a 70 anni, previo controllo biennale. Novità importanti anche per i disabili: tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale del CUDE, contrassegno unico europeo, pena il divieto di usare autovelox e telecamere ZTL.

La sezione dedicata agli utenti vulnerabili introduce regole severe per la micromobilità urbana e per chi cammina a piedi:

  • Per le e-bike dei rider: scatta l’obbligo di casco e contrassegno identificativo per i “cicli a propulsione“.
  • Per i monopattini elettrici: scatta il divieto di manovre a zig-zag e l’obbligo di documentare con una foto il corretto parcheggio a fine noleggio.
  • Per i motociclisti: sarà finalmente consentito l’uso della corsia di emergenza in autostrada in caso di ingorghi o incidenti.
  • Per i pedoni: scattano nuovi obblighi di cautela negli attraversamenti e il dovere di rendersi visibili di notte sulle strade extraurbane buie.

Nonostante le intenzioni dichiarate dal MIT, la riforma ha già sollevato forti perplessità tra le associazioni dei consumatori. Secondo il Codacons: «La riduzione generalizzata degli importi delle multe stradali di certo non spingerà gli automobilisti a prestare più attenzione alle regole, ma più in generale le novità del Codice della strada appaiono più come “fumo negli occhi” che come reali interventi in favore degli utenti delle strade e della sicurezza. La verità è che in assenza di controlli sul territorio qualsiasi nuova disposizione rimane sulla carta e non produce alcun effetto concreto: basti pensare all’esperienza dei monopattini, con le regole su casco, divieti di circolazione, divieto di trasportare passeggeri, limiti di velocità, costantemente violate nel nostro Paese.».

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