Un’analisi del CTCU di Bolzano rivela problemi di consegna, dubbi sull’efficacia a lungo termine e il crollo dei prodotti biologici nelle mense.
di Redazione —
I programmi scolastici dell’Unione Europea dedicati a frutta, verdura e latte, gestiti in Italia dal Ministero dell’Agricoltura, nascono per educare gli alunni delle primarie a una sana alimentazione. Nonostante abbiano coinvolto oltre 19 milioni di studenti in Europa e 1,2 milioni in Italia nell’anno scolastico 2024/2025, il CTCU, Centro tutela consumatori e utenti, di Bolzano, solleva forti dubbi sulla loro reale efficacia.

«La percentuale di frutta e verdura biologica è sorprendentemente bassa. Nel 2017/2018 rappresentava ancora il 14,3% del valore complessivo, mentre nel 2024/2025 è scesa a un irrisorio 0,2%. E questo nonostante, secondo i docenti, la frutta e la verdura biologiche siano ogni anno quelle più apprezzate dai bambini», osserva Silke Raffeiner, nutrizionista presso il CTCU.
Frutta e verdura nelle scuole: incoraggia i bambini al consumo di frutta e verdura e li sostiene nella conquista di abitudini alimentari sane, con messaggi educativi sulla generazione di sprechi alimentari e sulla loro prevenzione. Frutta e verdura fresche vengono distribuite alle scuole secondo un calendario che tiene conto della stagionalità e della varietà della fornitura. Negli anni ha coinvolto in media circa 1 milione di alunni.
Latte nelle scuole: è la campagna di educazione alimentare sul consumo di latte e prodotti lattiero-caseari e prevede la distribuzione di latte fresco, yogurt (anche delattosati) e formaggi.
I dati italiani dell’anno scolastico 2024/2025 evidenziano due forti criticità:
- Addio al bio: La percentuale di frutta e verdura biologica distribuita è crollata dal 14,3% del 2017/2018 a un irrisorio 0,2%, malgrado i prodotti bio siano i più graditi dai bambini.
- Falle nelle consegne: Il 38% delle scuole ha segnalato disservizi nella distribuzione di frutta e verdura (ritardi, scarsa qualità o quantità errate), mentre il 21% ha riscontrato problemi con i prodotti lattiero-caseari.
I risultati sulla reale utilità delle campagne appaiono contraddittori:
- Il parere dei genitori: Il 77% dichiara che i figli hanno consumato più ortofrutta durante il programma.
- I dati scientifici: I report UE mostrano che l’accettazione di questi alimenti non è significativamente superiore rispetto a chi non partecipa ai programmi, evidenziando un impatto limitato sulle abitudini a lungo termine.
La nota positiva: La valutazione dell’Unione Europea conferma che i benefici restano comunque rilevanti per i bambini con meno accesso a questi prodotti all’interno del contesto familiare. Per questo motivo, la maggior parte degli Stati membri ritiene che i vantaggi superino le difficoltà di gestione.

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