di Redazione —

Il convegno, “Riparto: costruire il futuro del debt advice in Italia”, tenuto a Roma e promosso da Movimento Consumatori, Acli e Adiconsum, ha focalizzato sul recepimento della direttiva (UE) 2023/2225 sul credito al consumo e sovraindebitamento, norma che impone agli Stati membri, entro novembre 2026, di garantire servizi di consulenza indipendente e gratuita per i cittadini sovraindebitati. In Italia, dove si registrano solo esperienze frammentarie, la questione è cruciale: secondo ISTAT ed Eurostat, nel 2024 circa 1.400.000 di famiglie erano in arretrato con mutui, affitti, bollette o rate.

La legge 91/2025 ha affidato al Governo il compito di disciplinare i servizi di debt advice, ma senza prevedere fondi dedicati. Una scelta che, secondo le associazioni promotrici del progetto Riparto, rischia di compromettere la piena attuazione della direttiva. La Commissione europea stima in 157.000.000 di euro l’investimento necessario per costruire una rete nazionale di sportelli di consulenza.

I servizi dovrebbero essere affidati esclusivamente a soggetti indipendenti e senza scopo di lucro, associazioni dei consumatori, fondazioni antiusura, enti del Terzo settore, con comprovata esperienza. Da escludere invece organizzazioni lucrative, incompatibili con la gratuità della consulenza., come propongono Movimento Consumatori, Acli e Adiconsum chiedendo l’istituzione di un Fondo pubblico permanente, alimentato da risorse statali ed europee, ma anche da contributi obbligatori del settore finanziario e del gioco d’azzardo e proponendo, inoltre, di rafforzare la presenza territoriale dei centri, offrendo assistenza sia in presenza che online e di sviluppare collaborazioni con reti locali per un supporto integrato, legale, economico, psicologico e sociale.

Il progetto “Riparto“, fino ad oggi, ha attivato 32 sportelli, un helpdesk telefonico e virtuale, nonché una rete di operatori specializzati, fornendo assistenza a migliaia di cittadini e microimprese. Il modello multidisciplinare sviluppato integra competenze tecniche, giuridiche e psicologiche, in linea con gli Obiettivi dell’Agenda 2030. Per i promotori, si tratta di un esempio concreto che dimostra la fattibilità di un sistema nazionale di debt advice. Dal confronto è emersa una richiesta unitaria: trasformare l’esperienza di Riparto in un modello stabile, diffuso e sostenuto da adeguate risorse. Perché, senza un sistema strutturato di debt advice, l’Italia rischia di mancare un appuntamento europeo e, soprattutto, di abbandonare milioni di famiglie in difficoltà al peso solitario dei propri debiti.

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