UNICEF Italia lancia la campagna “Non restare in silenzio”, contro la violenza di genere, dedicata alle adolescenti, per riconoscere i campanelli di allarme di una relazione che nasconde possesso e sopraffazione.

di Redazione —

Non restare in silenzio è la campagna di comunicazione lanciata, lo scorso 6 marzo 2026, da UNICEF Italia dedicata al contrasto della violenza di genere e rivolta, in particolare, alle ragazze adolescenti, invitandole a cogliere alcuni campanelli d’allarme nelle relazioni affettive, che a volte, vengono sminuiti, ma che potrebbero rivelare come ci si trovi davanti non all’amore, ma a forme di possesso, limitazione, sopraffazione e controllo. «Nelle relazioni affettive, l’abuso e la violenza psicologica e fisica possono essere normalizzate e talvolta addirittura romanticizzate, può capitare di non dare il giusto peso ad alcune azioni e parole, si può rischiare di rimanere in silenzio e isolarsi», spiega l’UNICEF.

UNICEF Italia si rivolge alle ragazze invitandole a riconoscere i segnali di pericolo: controllo, paura, soggezione, gelosia ossessiva e isolamento sociale, fino ad arrivare alla violenza fisica. Non sottovalutare mai la percezione di sentirsi a rischio. Chiedere aiuto è possibile: la campagna promuove il ricorso al numero 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24, tutti i giorni, cui rispondono operatrici specializzate pronte all’ascolto e all’orientamento verso servizi di protezione.

Secondo un recente rapporto dell’UNICEFquasi una donna su tre, 840.000.000 stimate a livello globale, dato 2023, ha subito violenza da parte del partner o violenza sessuale nel corso della propria vita. In Italia, secondo gli ultimi dati dell’ISTAT, Istituto di Statistica nazionale, 6.400.000 donne hanno subìto nel corso della propria vita una forma di violenza fisica o sessuale, il 31,9% delle donne tra i 16 e i 75 anni. In particolare, il 26,5% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale da parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti. Benché il dato medio resti invariato, si registrano importanti aumenti delle violenze subite dalle giovanissime (16-24 anni) e dalle studentesse legati alla violenza psicologica, digitale e relazionale.

La campagna “Non restare in silenzio” vuole dunque evidenziare che il disagio non va minimizzato, perchè combattere la violenza, non significa soltanto intervenire dopo che un abuso è avvenuto, ma implica prevenzione, protezione e sostegno, per impedire che la violenza si manifesti o si ripeta. È un processo che coinvolge famiglia, scuola, comunità, rete dei centri antiviolenza, servizi sociali e sanitari. Il primo passo per difendersi è riconoscere una situazione di potenziale pericolo prendendo sul serio i segnali di allarme.

Nel caso, a chi si può chiedere aiuto?

Chiedere aiuto é fondamentale, anche, solo per un confronto: si può chiamare il numero 1522 gratuito, anonimo e disponibile 24 ore su 24, per parlare con un’operatrice e ricevere ascolto e orientamento. Se si ha bisogno di un luogo protetto e sicuro, è possibile rivolgersi al Centro Antiviolenza più vicino consultando la mappatura disponibile sul sito ufficiale del 1522, dove si può accedere gratuitamente a supporto e assistenza qualificata.
Se si è in pericolo immediato, bisogna chiamare il 112.

per informazioni contattare il numero
WHATSAPP 333 423 5237 – SOLO MESSAGGIO –
spiegando, di cosa avete bisogno, per essere ricontattati
Ufficio: Via Troia, 32 – San Severo
per preventivi o informazioni: info@fantownservice.it
error: Content is protected !!